Vi aveva già fatto sentire una sua canzone Giuseppe, ma forse è il caso di soffermarci in maniera più approfondita su Notes To An Absent Lover, terzo album per il cantautore Barzin. Barzin Hosseini, questo il suo nome completo, è canadese (ma dalle intuibili origini iraniane), ed è ormai dal 2003, anno del suo esordio, un autore a cui tutti gli amanti del cantautorato più romantico ed introspettivo rivolgono grandi attenzioni. Il generale plauso critico conquistatosi con My Life In Rooms, suo secondo disco, primo per l’inglese Monotreme come quest’ultimo, è parzialmente indicativo di un talento capace di ammaliare l’ascoltatore con le sue storie soffuse e vibranti, col suo misurato ma intenso gusto per il cesello armonico e strumentale, con una scrittura che, pur calandosi all’interno di una tradizione musicale ormai consolidata (la sua canzone d’autore sta tra folk e piccoli dosi di slow-core, e non costringetemi a fare i soliti nomi, ché li sapete), riesce ad avere quel tocco personale e quella dolcezza di carattere che finisce per ammaliare senza esitazioni. In qualche modo, l’ultimo album, non solo conferma, ma dimostra che, a piccoli passi, Barzin sta arrivando ad una perfetta cristallizzazione di un suono che arriva al cuore privo di mediazioni. Le sue rimangono canzoni intime e sofferte, dalle tonalità autunnali e dalla crepuscolare tendenza al tratteggio emotivo e malinconico, dove permane la propensione alla ballata avvolgente e ai toni misurati e quieti. Qui però, il sound è ancora più organico e caldo del passato, con gli strumenti – violoncello, pianoforte, chitarre acustiche, elettriche tremolanti, batteria spazzolata, un’armonica neilyounghiana, una pedal-steel – intrecciati fra di loro nel costruire il giusto scenario alle parole di Barzin e alle sue melodie dalla costante qualità pop. Ed è proprio quest’ultima caratteristica a rendere l’ascolto sempre intenso, magnetico, mai scontato, con canzoni come Nobody Told Me, Words Tangled In Blue o The Dream Song che, andando ben oltre i semplici ed in fondo rassicuranti sentieri del cantautorato triste e chiuso su se stesso, acquistano concretezza e prendono vita di fronte a noi. Alla fine, in fondo, come spesso accade, solo fino ad un certo punto le parole possono spingersi nello spiegare un’emozione; ci riuscirà molto meglio Barzin stesso, attraverso l’incanto magico di Soft Summer Girls. Ascoltatela e sappiatemi dire.
MP3 Barzin – Soft Summer Girls
MySpace: Barzin
Website: Barzin

Già detto, ma vale sempre la pena ripetere: Gioiello!
Bella recensione e il pezzo scelto è indubbiamente il mio preferito!
Barzin effettivamente ha un gran talento. Non molto originale ma sa creare belle canzoni
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