Gomez

2009 Giugno 8
by linobrunetti

Ci fu un tempo, sul finire degli anni novanta, ai tempi del loro esordio, che i Gomez pareva dovessero essere the next big thing. Il plauso critico, nei confronti di “Bring It On”, fu praticamente unanime e l’album venne salutato come una ventata di freschezza rock in un panorama musicale, quello britannico, che all’epoca si barcamenava tra le ultime stelline brit-pop, superstar come i Radiohead e lo scoppio commerciale del trip-hop. Il loro rock venato d’America finì così, se vogliamo ironicamente, per un certo periodo, ad essere considerato la “cosa nuova”. Purtroppo per loro, il treno del successo, quello vero, alla fine non è mai passato e oggi, diversi dischi dopo, i Gomez arrancano come tanti alla ricerca di un loro spazio. Una cosa ingiusta tutto sommato, perché anche “A New Tide”, il loro nuovo CD fresco di stampa, dimostra quanto i cinque ragazzi inglesi siano in realtà capaci di approntare un album pop brillante ed eclettico. Non ci sono naturalmente chissà quali rivelazioni o sorprese qui dentro – ma dove oggi? – ma piuttosto una serie di canzoni che occhieggiano da una parte all’altra dell’Atlantico con una certa efficacia. Davvero ottime, ad esempio, canzoni come “If I Ask You Nicely”, bella ritmata e con le acustiche e un contabbasso a fare da sfondo ad una melodia che rimanda agli Eels e con una tastierina che entra sotto pelle, oppure come “Lost Track”, folk rock elettroacustico dalle tinte autunnali e punteggiata dagli archi. Qua e là s’intravede qualche leggera infiltrazione elettronica (“Bone Tired”, nella contaminata “Win Park Slope”), oppure una tendenza a cercare una certa sfumatura sottilmente espansa (“Sunset Gates”, l’ipnotica “Little Pieces”) o il groove chitarristico (“Airstream Driver”, cover di un pezzo dei Red Red Meat). Il meglio arriva però da brani che stanno tra la ballata e l’impeto rock, canzoni molto belle e classiche come “Other Plans”, tocchi di piano, intreccio acustico- elettrico, arrangiamento curato, e “Very Strange”, dal marcato riff chitarristico e dall’aura quasi wilchiana. E’ un disco che piace insomma e che entra nelle tue giornate con discrezione, “A New Tide”. Dargli una possibilità non è di certo un azzardo.

MP3 GomezVery Strange

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2 Risposte leave one →
  1. 2009 Settembre 9
    Giorgio permalink

    Ciao Lino , mi accorgo solo ora che hai recensito i Gomez. Io li adoravo ai tempi non c’era nessuno che mi dava un brivido come loro. Quel mischiare il rock anni 60 con un pizzico di elettronica e suonarlo come una Grouge band , mi lasciava piacevolmente stordito. Pero sono durati 3 dischi. Cosa può succedere in un gruppo che indovina 3 dischi e poi non riesce minimamente ad avvicinarsi per il resto della carriera ? ( spero di sbagliarmi ovviamente )
    P.S. Hai notizie dei Liars , stò per andare in astinenza nonostante il triplo degli Oneida . Ciao.

  2. 2009 Settembre 10
    linobrunetti permalink

    Ciao Giorgio! Eh, l’epoca d’oro per i Gomez in effetti è forse definitivamente passata (ma mica è detto!), ma il nuovo disco non è male… Dei Liars non ho notizie fresche però posso dirti che sono in arrivo dei dischi davvero notevoli, ad esempio il nuovo stratosferico Black Heart Procession.

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