Tag

, ,

Era il 1992 e in una delle ultime reincarnazioni “Ramblin” Jeffrey Lee Pierce fece uscire un album in collaborazione con il chitarrista Cypress Groove e il batterista Willie Love, sentito tributo al blues delle origini, amore assoluto fin dai primi passi, quasi un testamento spirituale completato da “Lucky Jim”nel 1994, ultimo graffio dei suoi Gun Club prima della sua prematura scomparsa a soli 38 anni.
Come spesso accade il mito attorno alla figura dell’inquieto vagabondo cresce a dismisura dopo la sua morte, fino a diventare un’autentica icona per nutrite schiere di fan e musicisti.
Ora, proprio grazie all’intuizione di Cypress Groove, che trovando nella sua soffitta un nastro registrato proprio in compagnia di Jeffrey, ha deciso di coinvolgere amici o semplici estimatori in una grande session dove risuonare quelle musiche in gran parte inedite.
Il risultato è superbo, le anime coinvolte sono talmente vicine allo spirito di Jeffrey Lee Pierce che quasi non sembra di trovarsi al cospetto di un disco tributo, ritrovare Nick Cave, sentirlo duettare con Debby Harry, suonare ancora insieme a Mick Harvey, Barry Adamson e Kid Congo Powers come nei momenti migliori dei Bad Seeds è emozione pura, ascoltare Lydia Lunch perfettamente a suo agio nel cantare la desolazione dell’East Village di New York in St. Mark Place o Mark Lanegan accompagnato da Jeff Zentner, ormai pronto a diventarne il suo naturale erede.
Tra gli episodi più riusciti troviamo ancora Zentner stavolta in compagnia di David Eugene Edwards, sempre l’ex 16 Horsepower presta la voce ai Crippled Black Phoenix in “Just Like A Mexican Love”, i Raveonnettes in una tossica versione di “Free To Walk” e per concludere l’ensemble del catartico finale di “Walkin’ Down The Street” con il contributo di Dave Alvin alle chitarre.
Un disco che rimarrà a lungo, canzoni che rimarranno per sempre, un patto con il diavolo e un debito da pagare ad una delle figure più tormentate e affascinanti del rock americano.
Nel libretto allegato al cd i contributi di Henry Rollins e Wim Wenders.

Share