E’ sempre bello imbattersi in album che ti conquistano sin dal primo ascolto, soprattutto se sono di autori sconosciuti. L’album di Jason P. Gould è stato pubblicato tre giorni fa ed è un autentico gioiello di cantautorato folk malinconico, a metà strada tra JBM e Bill Callahan. Da ascoltare e riascoltare, senza soluzione di continuità.
JBM è l’acronimo con il quale Jesse B. Marchant, un giovane cantautore canadese, è artisticamente (s)conosciuto.
Jesse nasce e cresce a Montreal, ma abbandona la città del Quebec e l’università ad un semestre dalla laurea per trasferirsi a New York e coltivare i propri sogni. Ha l’ambizione di diventare attore. Jesse, però, ama anche la musica, suona la chitarra da quando aveva sette anni. E, fortunatamente per noi, nella Grande Mela decide di dedicarsi anima e corpo anche alla musica. E, per uno strano caso del destino, tramite essa riesce ad insinuarsi nel tanto agognato mondo cinematografico, realizzando l’intera colonna sonora del film indipendente Lovers In A Dangerous Time.
Nel frattempo JBM completa anche un album, “Not Even In July”, registrato da Henry Hirsch (Vanessa Paradis, Lenny Kravitz e Madonna nei suoi credits) in una vecchia chiesa sconsacrata – situata nella città di Hudson, stato di New York – oggi adibita a studio di registrazione.
JBM condensa in 10 brani tutto il proprio straripante talento artistico, mostrando un animo poetico e romantico, affine a quello di Damien Rice e di Ray LaMontagne e una scrittura che l’avvicina ai mostri sacri della narcolessia in note come Mark Kozelek.
Sarà difficile imbattersi in un album più emozionante e bello di “Not Even In July” quest’anno; è un disco che s’insinua lentamente sotto pelle ed esige ripetuti ascolti, al fine di apprezzare la maestosa intensità che lo contraddistingue.