Mike Disfarmer* fotografò, negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, la gente di Heber Springs, cittadina rurale dell’Arkansas. Ritratti straordinari in gran parte recuperati insieme a 3000 negativi e migliaia di dollari in contanti dopo la sua morte nel 1959 da Joe Albright, ingegnere in pensione che comprò il suo studio in città.
Oggi le immagini di Disfarmer fanno parte della collezione fotografica del Museum of Modern Art e del Metropolitan di New York.
Alcuni anni fa Chuck Helm, direttore del Wexner Center of the Arts commissionò a Bill Frisell un contributo musicale di sostegno alle immagini e il chitarrista di Baltimora partì per un affascinante viaggio alla ricerca di quel suono che oggi abbiamo il piacere di ascoltare in questo disco.
In macchina attraversò dapprima il North e il South Carolina, la Georgia, l’Alabama, il Mississippi, si fermò a Clarksdale per rendere omaggio a Muddy Waters, Robert Johnson e Son House, attraversò il grande fiume fino ad Helena e poi ancora su finalmente ad Heber Springs.
Brevi ritratti acustici, affreschi dal sapore antico, il recupero della tradizione che finisce per essere quanto di più moderno possiate immaginare, steel guitars, mandolino, violino, contrabbasso, music boxes per un quartetto capace di ricreare perfettamente l’ambiente di Heber Spring, la terra da coltivare, la pesca epica, la famiglia.
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MySpace: Bill Frisell
Website: Disfarmer
*Mike Disfarmer fu uno dei molti proprietari di piccoli studi fotografici attivi negli Stati Uniti.
Nato come Mike Meyers (che in tedesco arcaico significa “fattore”), l’artista rifiutò il mondo agricolo dell’Arkansas in cui nacque ed espresse il suo discontento nei confronti della sua famiglia cambiando il proprio nome in Dis-farmer.
