Eskimo & Sons

Tutto nasce intorno a Portland. Due ragazzini, Dhani Rosa e Thomas Ines, con la passione per i Notwist, decidono di mettere su un gruppo. Saletta e canzoni improvvisate, nemmeno per loro troppo convincenti. Ma intanto suonano, provano ed intuiscono nuove prospettive.
Una storia normale, che si evolve verso territori in partenza ignorati. Il punto di non ritorno è l’incontro con l’altrettanto giovane Danielle Sullivan, voce perfetta per certo indie (pop) folk. Nel breve si aggiungerà Dylan Reed, più svariati collaboratori saltuari, indispensabili per creare quella musica collettiva ormai nelle corde dei protagonisti. La passione per l’indietronica evapora e tende a nascondersi dietro un pop da camera svagatamente orchestrale, di facile presa eppure non affine all’effimero attuale. Ad aiutare (molto) il cantato di Danielle, evocativo ed etereo, perfetto per brani sognanti in cui quel pizzico di epicità non diventa consueto tedio, ma ulteriore attrattiva per forme sonore soffuse in un calore obliquo.
Nasce anche da questo un potenziale riferimento con i My Latest Novel, più per la sostanza dei brani che per la loro forma. Gli Eskimo & Sons sono ancora acerbi (fortunatamente), grezzi nella (ricercata) pulizia, attratti da sensazioni energiche di rado sviluppate attraverso impasti caotici, ma decise nel crescere emozionalmente senza alcuna interruzione, esaltando la dolcezza anche nei pulviscoli di rumore.
Così arriva la firma con l’etichetta Boy Gorilla, un 7″ e, finalmente, un Ep di cinque brani della durata di circa trenta minuti, “How Does it Feel to Be Crushed by One Man with the Strengh of a Million?”, in cui la splendida “No Elephant” è perfetta fotografia della loro dimensione attuale. Che, ci auguriamo, non venga ritoccata da presunti innovatori.

MP3 Eskimo & Sons: Oh It’s Even More Crash
Website: Eskimo & Sons

Eskimo & Sons

Morning Recordings

Non c’è giornata migliore di una di pioggia, per immergersi nel suono dei Morning Recordings. Linee morbide che portano alla mente i primi ed ispiratissimi Tortoise, per un post-rock che fa di tutto per ringiovanirsi, riuscendoci. E’ l’impresa che porta avanti l’impavido Pramod Tummala da Chicago, tre album in saccoccia come Melochrome e da sempre amicizie importanti del solito giro che portano ad attorniarsi di gente del calibro di Barry Phipps (ex-Coctails) e dell’avvenente voce di Edith Frost (come avviene nell’eterea Songs From A Hotel Bar). Eh sì, perché qui si vira decisi sul cantautorato, soprattutto come approccio alla forma-canzone e negli accenti folk, dove violini e xilofoni copulano, dove la raffinatezza pop cresce a giri di valzer (Sugar Waltz). Potrebbero ricordare qualcosa dei Wilco, diciamo quella pulita linearità, la poesia decadente dei L’Altra, le lievità di certo shoegaze, ma alla fine i Morning Recordings sono solo loro stessi. Un ottimo ensemble autunnale che giunge oggi con “The Welcome Kinetic” su Loose Thread, al suo secondo capitolo, dopo il precedente “Music For Places”. E qui, non ha ancora smesso di piovere.

MP3 Morning RecordingsWe Loved The City

MySpace: Morning Recordings

Morning Recordings

The Poison Arrows

Li sentimmo per la prima volta nella primavera scorsa. Un Ep, “Straight Into The Drift”, da circoletto rosso per chi vive ancora intensamente il noise in bilico fra il Kentucky e Chicago. A sorpresa scoprimmo una collaborazione con Marcella Riccardi e Paolo Iocca dei nostri Franklin Delano, con meno stupore, dopo l’ascolto, arrivammo agli attori protagonisti: insieme ad Adam Reach ecco arrivare Pat Morris (ricodate i veri Don Caballero?) e Justin Sinkovich (Atombombpocketknife).
Le indagini andarono avanti, così ecco un altro Ep nel 2004, “Trailer Park”, che risulta come fisiologico predecessore. Il suono, quel suono, era nuovamente esploso. Linee chitarristiche allungate, quasi sguacianti fra ritmiche cerebrali affini all’implosione, stratificazioni rumoristiche abili nel non rinnegare melodie vocali sempre urticanti. Si gioca con la dilatazione, senza eccessi, per sviluppare una tensione urgente, tanto glaciale quanto fisica, restia ad un’emotività immediata eppure coinvolgente in vaneggiamenti crepuscolari ed ipnotici. Si pensa (molto) a certi Shipping News, sfidando la rarefazione con sfoghi impellenti.
Ebbene, i Poison Arrows hanno appena terminato il loro primo album sulla lunga distanza. Uscirà, a breve ci auguriamo, per File-13. Sul risultato noi abbiamo pochi dubbi, vedete voi se accettare il consiglio.

MP3 The Poison Arrows: Lockaway

MySpace: The Poison Arrows
TPA

Nire

Una chitarra acustica, un pianoforte e vecchie tastiere Casio. Due voci che sussurrano testi di una malinconia disarmante. Una registrazione fieramente casalinga, che esalta la purezza e l’intimità dei piccoli gioielli sonori creati. Un album, “Vespers”, appena pubblicato dall’etichetta Abandoned Love Records. Tanto è bastato ai Nire, duo residente a Portland, OR (U.S.A.) e composto da Erin Morgan e Josh Hinton, per conquistarmi definitivamente.
Ci deve essere qualcosa di magico ed altamente ipnotizzante nella musica dei Nire, saranno forse quelle tastiere in grado di creare un’atmosfera ovattata e languida, oppure le voci di Erin e Josh, che all’unisono incantano letteralmente l’ascoltatore. Saranno probabilmente i tempi rarefatti e dilatati, la pause e le note cristallizzate (ascoltate “All This Time”, di immaginifica bellezza). Non l’ho ancora capito e non so se vorrò mai scoprirlo. Voglio ascoltare queste canzoni all’infinito e stupirmi ogni volta, immergermi in questi suoni avvolgenti e sognare. Ecco cosa voglio fare.
I Nire hanno all’attivo anche un album autoprodotto, “We All Shine On” ed un E.P. “My Father’s Record Player” (OIC Records), entrambi pubblicati nel 2006. E’ già incominciata la ricerca.

MP3 NireGirl In The Moon
MP3 NireThe Light Is Blinding

MySpace: Nire

Per acquistare “Vespers”: Amazon | iTunes

Nire

Papier Tigre

In giro lo abbiamo sentito dire mille volte: two guitars and drums we always do the same. Vedete voi se correre con la mente a Troncomorto, pensare a dei vermi o riferirvi direttamente ai Red Worms’Farm.
Ad essere chiaro, tuttavia, è un messaggio. Non esclusivamente di proprietà locale, si sa, e di esempi potremmo portarne molti. Nel caso ci limitiamo a varcare le alpi per arrivare a Nantes, dove troviamo i Papier Tigre. Sono in tre, prevedibile, ed il basso manca, scontato. Hanno pure diversi progetti paralleli, ma ad oggi il più interessante sembra essere quello in uscita per Collectif Effervescence. Due chitarre e batteria, con la voce pronta a deragliare fuori dagli strumenti. Giocando col passato sembra di tornare a quel periodo in cui certo hardcore si trasfigurava in un post rock di matrice math, eppure qui il discorso è più complesso. Se Ian McKaye, infatti, il doppio lo gioca, al posto di Steve Albini gli metteremmo al fianco Jeff Mueller, apprezzando non poco i palesi retaggi della Louisville dei tempi d’oro. In questo modo è comprensibile la tensione impellente, manifesta anche nei saltuari istanti silenziosi, necessari per elevare un impatto emotivo spesso frastagliato dalla nevrosi continua delle sonorità.
I Papier Tigre saranno, a Novembre, in Italia. A pelle diremmo che, i loro, potrebbero essere quei concerti non indimenticabili in senso assoluto, ma indispensabili, talvolta, per impatto e cuore. Andremo a controllare.

MP3 Papier Tigre: Writing On The Wall
MySpace: Papier Tigre

Papier Tigre

Joshua James

Joshua James è un giovane cantautore proveniente da Lincoln, Nebraska (U.S.A), dotato di talento e per giunta di bell’aspetto (mio caro, hai un unico destino: essere costantemente paragonato a Conor Oberst, stesso fascino e medesimo stato di provenienza. Ci sono destini peggiori, per carità, comunque ti assicuro che a lungo andare sarà frustrante). Ha vissuto per un lungo periodo in Venezuela (figliolo, sai che cosa comporta tutto ciò? Ogniqualvolta si parlerà di te, verrà chiamato in causa Devendra Bahnart) e nelle prime interviste che ha rilasciato ha parlato dei problemi legati alla propria tossicodipendenza giovanile (e chi ti toglierà più di dosso l’etichetta di “bello e dannato”?).
Di elementi che possano catturare l’attenzione delle riviste patinate ce ne sono in abbondanza, quello che a me importa è, tuttavia, segnalarvi l’album di Joshua James “The Sun Is Always Brighter”, pubblicato dall’etichetta North Platte Records. Un disco piacevolissimo, che si fa ascoltare dall’inizio alla fine, prevalentemente acustico ed ancorato alla tradizione country-folk americana e nel quale spicca la voce, particolare e davvero emozionante, di Joshua James, che narra dell’altrui bisogno di sentire stupide canzoni d’amore (“The New Love Song”), del dolore di un suo amico per la perdita del padre (“FM Song”) e dei tormenti provocati dalla solitudine (“Dangerous”) con il cuore in mano e con una sincerità davvero spiazzante. L’album, uscito negli Stati Uniti nel mese gennaio del 2007, ha già raggiunto la considerevole cifra di 10.000 copie vendute, un traguardo davvero degno di nota.
Se amate Josh Rouse, Joseph Arthur e Neil Young affrettatevi a comprare “The Sun Is Always Brighter”.

MP3 Joshua JamesFM Radio
MP3 Joshua James Lord, Devil & Him

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Website: Joshua James

Per ordinare il cd: Joshua James – The Sun Is Always Brighter
iTunes: Joshua James – The Sun Is Always Brighter

Joshua James

Winterpills

15 pillole per affrontare al meglio l’incombente inverno, gentilmente offerte dalla ditta “Winterpills” composta da Philip Price (voce, chitarra acustica), Flora Reed (voce, tastiere), Brian Akey (basso), Dennis Crommett (chitarra elettrica) e Dave Hower (batteria), di Northampton, MA (U.S.A.). Come fare per entrare in possesso di queste magiche pillole? E’ molto semplice, dovrete acquistare l’album “The Light Divides”, pubblicato dall’etichetta Signature Sounds. C’è un’unica controindicazione, una volta che avrete assaggiato una sola di queste pillole svilupperete una preoccupante dipendenza cronica. Luminari della scienza folk/indie pop hanno cercato di indagare il fenomeno e di spiegare i motivi di siffatta dipendenza, individuando le cause principali dell’assuefazione nelle perfette armonie vocali che rimandano al miglior pop degli anni ’60, nelle atmosfere rilassate e rilassanti, nella cura maniacale per gli arrangiamenti e nei testi brillanti ed ermetici.
Io non riesco più a fare a meno di queste pillole e non ho la minima intenzione di disintossicarmi.

MP3 Winterpills Broken Arm
MP3 WinterpillsHandkerchiefs

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Winterpills