Dark Captain Light Captain

I Dark Captain Light Captain sono una band di Londra che ruota attorno alle figure di Neil Kleiner (voce, parti elettroniche) e Dan Carney (voce e chitarra). Formatisi nel 2006, i Dark Captain Light Captain hanno all’attivo il singolo “Jealous Enemies/Mid-Session Interval”, datato 2007.
Ai due amici Kleiner e Carney si sono aggiunti recentemente Giles Littleford (chitarra e voce), Mike Cranny (basso e voce), Laura Copsey (fiati, voce) e Chin Keeler (batteria, ex Quickspace) e con la nuova formazione ha visto la luce, il 23 giugno scorso, un E.P. intitolato “Circles” e pubblicato da LoAF.
L’E.P. si compone di quattro brani, prodotti divinamente da Robin Proper-Sheppard, che entusiasmeranno gli amanti della folktronica più melanconica, delicata e psichedelica e che solleticheranno la curiosità di quanti annoverano Tunng e Caribou tra i propri gruppi preferiti.
“Circles” ci presenta una band in pieno stato di grazia, attendiamo il debutto sulla lunga distanza (“Miracle Kicker”, previsto in uscita il prossimo autunno) per la definitiva consacrazione dei Dark Captain Light Captain.

MP3 Dark Captain Light CaptainThey Be Underwater
MySpace: Dark Captain Light Captain
Website: Dark Captain Light Captain

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DCLC

Uzi & Ari

In una sorta di staffetta pre-olimpica Blake Henderson in versione TaughtMe passa il testimone al Ben Shepard in completo Uzi & Ari.
Uscirà infatti a metà ottobre, per la solita Own Records, il nuovo album degli statunitensi, a due anni da It is freezing out, che tanto piacque a chi cercava punti di contatto fra dei Radiohead ancora nascosti e una visione (abbastanza abusata) alla Postal Service. Noi, siamo sinceri, amammo molto più un live incredibilmente esplosivo (e sentito) rispetto ad un disco interessante, ma incerto fra (avant?) rock aperto e glitch pop di facile consumo.
Non sappiamo se Ben abbia scelto, di certo Headworms appare più compiuto e riuscito rispetto al predecessore. Non più facile, sia chiaro, e nemmeno troppo ammiccante. Thom Yorke resta solo come maschera da indossare in qualche occasione (un brano come Wolf Eggs), mentre spesso si cerca una propria via, non innovativa, ma concreta per emotività (la bella Missoula).
Alla fine ci sembra un passo avanti, soprattutto se sarà vera l’impressione di aver scelto la sostanza a dispetto della forma.

MP3 Uzi & Ari Wolf Eggs
MySpace: Uzi & Ari
WebSite: Uzi & Ari
UA

One For The Team

A soli 23 anni Ian Anderson ha già bruciato tutte le tappe. Gestisce un’ottima etichetta discografica (Afternoon Records, la splendida Haley Bonar è tra gli artisti nel roster dell’etichetta di Minneapolis), è autore di un blog di successo (MFR), lavora presso Vitriol Independent Promotions (occupa il ruolo di responsabile della promozione) e nel 2009 pubblicherà il proprio romanzo d’esordio, “Here Come The Regulars”, per i tipi di Farrar, Straus and Giroux.
Il buon Ian è anche il leader di un gruppo di stanza a Minneapolis, gli One For The Team. Dove riesca a trovare anche il tempo di suonare e di andare in tour è un mistero. La band esordì due anni fa su Afternoon Records con l’album “Good Boys Don’t Make Noise”, imponendosi all’attenzione del pubblico con un indie rock a bassa fedeltà e ad elevato tasso melodico, nel quale a farla da padrone sono ritornelli killer e perfetti intrecci vocali uomo/donna.
Il 19 agosto The Militia Group pubblicherà il nuovo album della band, intitolato “Build It Up”.
L’album è anticipato dal singolo “Best Supporting Actor” e, francamente, non avremmo potuto sperare in un biglietto da visita migliore. Un singolo contagioso e divertente, fresco e spumeggiante.
Un brano che eleggo a mio singolo dell’estate 2008.

MP3 One For The TeamBest Supporting Actor
MySpace: One For The Team
Website: One For The Team

One For the team

Greg Laswell

Il nome probabilmente non vi dirà nulla, ma le canzoni di Greg Laswell potrebbero essere arrivate a voi tramite le colonne sonore di serie televisive note quali Smallville, The Hills, Grey’s Anatomy e Cold Case, giusto per nominarne un paio. Dovreste quindi avere confidenza con il pop dalla produzione laccata, senza per questo essere pretenziosa, di Laswell.
L’otto luglio è uscito su Vanguard il suo secondo album, intitolato “Three Flights From Alto Nido”. Greg Laswell si conferma autore dalle eccellenti capacità compositive e dal fiuto infallibile quando si tratta di sfornare melodie orecchiabili che possano soddisfare un pubblico vasto.
Le ballate di Laswell suonano sinistramente simili a quelle dei Coldplay (sentite “Days Go On”), ma sfuggono miracolosamente al pericolo di sembrare melense o poco sincere.

MP3 Greg Laswell – Days Go On
MP3 Greg LaswellThe One I Love
Myspace: Greg Laswell
Website: Greg Laswell

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Laswell

TaughtMe

Dalle emotività Uzi & Ari arriva il progetto di Blake Henderson, memore delle peculiarità del gruppo madre, ma interessato a renderle più soggettive e personali. Così a settembre esce “Lady”, disco griffato Own Records in cui l’indole indietronica diventa cantatutorale ed aperta ad un sottile (e concreto) rumorismo.
Nulla di nuovo sotto il sole, ma quando eleganza e buon gusto (sofferente) vanno a braccetto, un applauso, quantomeno qui, lo si avrà sempre.

MP3 TaughtMeGallop
MySpace: TaughtMe
Website: TaughtMe
Video: Strangeness
TaughtMe

Happy Birthday, Dear Blog

Questo blog compie oggi un anno.
Si festeggia l’evento con una bella compilation di cover, all’insegna dell’allegria più sfrenata.

Steve Wynn QuintetSummer Wine (Nancy Sinatra/Lee Hazelwood)
Grant Lee PhillipsSo. Central Rain (R.E.M.)
Antony & The JohnsonsKnockin’ On Heaven’s Door (Bob Dylan)
José GonzalezLove Will Tear Us Apart (Joy Division)
Evan DandoHow Will I Know (Whitney Houston)
James William HindleI Started A Joke (The Bee Gees)
New BuffaloDon’t Let Me Be Misunderstood (Nina Simone)
Emiliana TorriniSound Of Silence (Simon & Garfunkel)
Natalie MerchantSpace Oddity (David Bowie)
Matthew GoodTrue Love Will Find You In The End (Daniel Johnston)

Potete scaricare l’intera compilation (file zip) al seguente indirizzo: Compilation Happy Days Are Here Again.

cake

More Than Ever

A distanza di quattro anni dall’ottimo The End Is Near (a sua volta seguito dello splendido Newness Ends da dieci-singoli-dieci), i New Year tornano in circolazione con nuovo album.
Arriveranno in Italia il prossimo autunno (e, avendoli già visti in concerto, possiamo garantire il valore assoluto), ma di dischi in uscita e live (quasi) imminenti discuteremo nei prossimi mesi. Oggi, piuttosto, vogliamo tornare al periodo precedente, quello griffato Bedhead e, a nostro soggettivissimo parere, superiore persino all’eccellenza dell’avventura successiva. Ne abbiamo già parlato altrove, ma, visti tempi e mode attuali, non pare mai abbastanza.
L’atteggiamento slow core dilatato, vicino-per attitudine- a certo post rock del periodo (crescendo trattenuti evidenti in gruppi come i Windsor For The Derby, non a caso inizialmente compagni nella Trance Syndicate), aperto, tuttavia, al concetto di canzone. Da What Fun Life Was (esordio, 1994) a Transaction De Novo (opera ultima del 1998, non contando il trascurabile Macha Loved Bedhead Bedhead Loved Macha uscito per i tipi di Jetset nel 2000) mutano alcuni atteggiamenti, vi è un avvicinamento a ciò che avverrà sotto il marchio New Year, l’incomunicabilità voluta e trovata da altri (si pensi ai santissimi Codeine) è toccata sempre più di sfuggita, ma mai scompare quell’approccio rarefatto tipico di certa musica narcolettica.
E proprio in Transaction De Novo è presente More Than Ever, fra i brani simbolo (con Half-thought) per chi vuole un punto di contatto fra Bedhead e New Year. Una serenità apparente, gracile nel farsi brano, eppure decisa nell’evidenziare quella purezza strumentale che sempre ha accompagnato i fratelli Kadane. Ed ancora oggi è qualcosa di splendido.

More Than Ever

The Baseball Project

So che molti non condividono la mia passione, ma il baseball è uno degli sports che preferisco (e il mio tifo per i Red Sox è paragonabile a quello del protagonista della versione americana di Fever Pitch).
E’ quindi con estremo piacere che accolgo la notizia che Steve Wynn (autore del recente e bellissimo “Crossing Dragon Bridge”) e Scott McCaughey (Minus 5, R.E.M.), amanti della musica rock ma ancor di più del baseball, hanno messo in piedi una nuova band con Peter Buck (R.E.M.) e Linda Pitmon (batterista anche nella band che accompagna Steve Wynn) denominata The Baseball Project e hanno deciso di pubblicare un album dedicato ai personaggi e alle leggende del mondo del baseball.
L’album, intitolato “Vol. 1 Frozen Ropes and Dying Quails” e pubblicato da Yep Roc, è una vera goduria per chi ama il passatempo preferito dagli americani, infarcito com’è di canzoni che parlano di Curt Flood, Black Jack McDowell (lanciatore, passato ai posteri oltre che per le sue ottime stagioni ai Chicago White Sox, anche per aver – nella sua unica stagione a New York – mostrato nel corso di una partita il dito medio agli odiosi fans degli Yankees che lo fischiavano; per la cronaca McDowell è anche un musicista, V.I.E.W. e Stickfigure le band nelle quali ha suonato! Il testo della canzone dedicatagli dai Baseball Project, “The Yankee Flipper” recita: “he’s a friend of The Smithereens and old pal of Eddie Vedder…..he loved R.E.M. and he played a Rickenbacker guitar”) Mark McGwire, Satchel Paige, Fernando Valenzuela, Jackie Robinson.
Musicalmente non siamo lontani dal rock a tutto tondo e sanguigno dei Gutterball, altro progetto che vede(va) protagonista Steve Wynn e spiccano brani quali la ballata dal sapore tex-mex “Fernando” e l’inno indie rock “Yankee Flipper”.
Baseball e rock’n’roll americano fino al midollo, cosa chiedere di meglio in questa stagione?

MP3 The Baseball ProjectPast Time
MySpace: The Baseball Project
Website: The Baseball Project

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I Baseball Project da David Letterman: