Last Harbour

Ho sempre avuto un debole per i Last Harbour.
Fanno sempre lo stesso disco, le canzoni sono tutte uguali, la voce del cantante è monocorde, sono la copia dei Tindersticks: i critici liquidano così la band di Manchester. Sarà anche vero, ma i Last Harbour scrivono canzoni che mi emozionano, chissenefrega del resto.
Il 18 agosto è uscito un nuovo E.P. della band, intitolato “My Knowen Foe E.P.” (che segue di pochi mesi l’uscita dell’album “Dead Fires & The Lonely Spark”)
Questo il video della title track:

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Ahleuchatistas

Esploderà a novembre, per Tzadik, la nuova fatica degli Ahleuchatistas, trio della North Carolina (per la precisione originari di Asheville) non alle prime armi e passato l’anno scorso anche dall’Italia (torneranno a novembre).
Chi li conosce saprà già cosa aspettarsi da The Same And The Other : jazz core, di matrice math alla Don Caballero delle origini, deragliante ed urticante oltre ogni eccesso. Violenti, restii alle pause, molto affini alle dinamiche della Touch & Go che fu: una scelta angolare, con persuasivi arrangiamenti impressionistici non facili da cogliere, eppure da cercare con attenzione. Roba che spacca, insomma. Ma che spacca davvero, mica per un finale distorto di dieci secondi.

MP3 AhleuchatistasThe Day The Earth Stood Still
MP3 AhleuchatistasRPG3
MySpaceAhleuchatistas

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Gossamer Albatross

Non abbiamo la più pallida idea di cosa i Gossamer Albatross possano avere in comune con l’omonimo velivolo a propulsione umana. Sappiamo, però, che questi ragazzotti vengono dalla Hereford scazzata e nel 2007 hanno esordito con un E.P. per Monosound Recordings. Loro si sentono vicini a Neutral Milk Hotel e Final Fantasy, noi pensiamo che chiunque ami il folk-pop galleggiante, magari screziato da qualche violino non poi così sporco, possa apprezzare
I Gossamer Albatross suoneranno all’ End Of The Road Festival (una roba da nulla con, fra i tanti, Micah P Hinson, Mark Kozelek, Dirty Three, Tindersticks, Bon Iver, Low, American Music Club, Kurt Wagner e Conor Oberst) il 12 Settembre. Oltre ai nomi tutelari pare possano esserci altre gradevoli sorprese. Seguiremo e vi diremo.

MP3 Gossamer AlbatrossLake Laiture [via last.fm]
MySpace Gossamer Albatross

Gossamer Albatross

Teniamoli d’occhio #2: Railcars

Chi: Railcars

Dove: San Francisco, U.S.A.

Cosa: Cities vs Submarines 7″ (Gold Robot Records, 2008)

Perché: I Railcars sono il progetto musicale di Aria C. Jalali; l’esordio discografico a nome Railcars avverrà a breve con il 7″ “Cities vs Submarines” (che potete preordinare sul sito della Gold Robot), registrato da James Stewart (Xiu Xiu) nella sua cucina. Ed è proprio al gruppo di Stewart (ma, per certi versi, anche ai Frog Eyes) che si pensa quando si ascoltano le brevi composizioni di Aria C. Jalali, nelle quali la melodia è affossata da un muro di drum machine, sintetizzatori, pedali, chitarre e feedback. In un brano, “Concrete Buildings”, viene addirittura evocato lo spirito lo-fi di Libraness, il mai dimenticato (dal sottoscritto) progetto solista di Ash Bowie dei Polvo.

Audio: MP3 RailcarsThere Is Ice; It Is Blue

Per avere maggiori informazioni sui Railcars: MySpace

Resonant Label

Come molti di voi sapranno già da tempo, la Resonant ha deciso di chiudere i battenti. Non è questo il luogo (e nemmeno il tempo) per indagare su una scelta che, comunque, pensiamo sofferta. Piuttosto preferiamo fare un salto indietro nel tempo, a quando la label, non ancora casa dei Port-Royal e con un indirizzo musicale diverso rispetto agli ultimi periodi, mostrava coraggio e indiscutibile talento nella scelta di artisti abili a muoversi su terreni rallentati, emotivi e di constellationiana memoria. Non è un caso che gruppi in qualche modo legati all’etichetta canadese siano passati da queste parti (dei giovanissimi Do Make Say Think, Efrim Menuck nella splendida versione Esmerine), così come i Tarentel di quasi primo pelo (il raro e prezioso 12” Looking For Things, Searching For Things, poi inglobato dalla Temporary Residence in Ephemera | Singles 99-00). E l’occhio lungo non si vedeva solo con nomi prestigiosi (quantunque ancora-in parte- emergenti), ma anche grazie a formazioni spesso o sottovalutate o lasciate ad un piccolo culto. E’ il caso delle narcolessie alla Red House Painters dei Kepler (canadesi pure loro e raccomandati, leggenda dice, alla Resonant proprio dalla cricca Constellation) o degli Emery Reel, catapultati da Nashville al post rock. Gli anni vanno dal 1999 (Besides, l’E.P. dei Do Make Say Think) al 2003 (con Esmerine ed Emery Reel). Bei tempi, cara Resonant, davvero belli. Ed è un piacere ricordarli con queste cinque canzoni.

MP3 Do Make Say ThinkI Love You (La La La) [tratta dall’E.P. Besides – Resonant 1999)

MP3 TarentelLooking For Things [tratta dal 12” Looking For Things, Searching For Things – Resonant, 2000)

MP3 Kepler
Our Little Museum [tratta dall’album Missionless Days – Resonant, 2002]

MP3 EsmerineWhere There Is No Love There Is No Justice [tratta dall’album If Only A Sweet Surrender To The Nights To Come Be True – Resonant 2003]

MP3 Emery ReelHis Hammer Is My Axe [tratta dall’album For And Acted Upon Through Diversions – Resonant 2003)

Resonant

Stanley Brinks

Abbandonato il gruppo Herman Düne e lasciati da parte i progetti solisti Ben Dope, Ben Hashish, Klaus Bong (ricordo di aver intervistato André via e-mail un paio di anni fa, terminò l’intervista con un elenco dei dischi pubblicati da solista che occupava una pagina intera), Andrè Herman Düne si presenta ora con un nuovo moniker – Stanley Brinks – e con un nuovo album “Dank U”, pubblicato dalla Ciao Ketchup.
L’ascolto di “Dank U” è un’esperienza in tutto e per tutto simile a quella vissuta ascoltando uno qualsiasi degli album pubblicati dagli Herman Düne: verrete travolti, dunque, da lunghi testi ironici (che ne dite di un’improbabile ritornello in inglese/italiano “all my roads don’t lead to Rome, there is no place I wanna call home, mi sono bagnato fino al culo“, tratto dal brano “Songs Of Hassan”?) e autobiografici (“Stanley Brinks” narra la storia della vita di André), da melodie semplici ed elementari nella loro genialità e da una musica folk a bassa fedeltà davvero coinvolgente.
Una nota di colore è rappresentata dalla partecipazione dei Wave Pictures nel brano “My Experience With Truth”.
“Dank U” è un album che ascolterò a ripetizione e André Herman Düne si conferma il mio eroe anti folk preferito.

MP3 Stanley BrinksSong Of Hassan
MySpace: Stanley Brinks
Compra Stanley Brinks – Dank U: iTunes

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