Evening’s Civil Twilight In Empires Of Tin

Nel 2007, Jem Cohen (aka Mr. Instrument di Fugaziana memoria) viene chiamato dall’International Film Festival di Vienna per chiudere l’evento. Ne nasce Evening’s Civil Twilight In Empires Of Tin, ispirato dalla novella The Radetsky March di Joseph Roth, in cui immagini prese durante la prima guerra mondiale dal crepuscolo di Hapsburg (celebre casato austriaco) sono sovrapposte a riprese della Vienna di oggi, mischiate alle riflessioni che Cohen, dalla sua abitazione di Brooklyn, dispensa sulle vergogne dell’impero Americano.
La narrazione, ovviamente, è realizzata attraverso le letture degli scritti di Roth, mentre per la musica è stata creata una speciale colonna sonora. I protagonisti? L’amico Guy Picciotto, per ricordare i vecchi tempi, ma soprattutto Vic Chesnutt ed i soliti membri dei Silver Mt Zion. In aggiunta, da New York, gli ottimi The Quavers.
La musica è ricca di impressionismo: da una rivisitazione della Radetsky March di Strauss a riletture personali di Chesnutt (con i SMZ a scolpire emotività), per una sorta di alt pop-rock cameristico di indiscutibile qualità. Il film, mischiando musica, letteratura e politica, fu esaltato alla Viennale. Noi potremmo unirci al coro dal 26 Gennaio 2009, quando uscirà per santa madre Constellation.

Website: Jem Cohen
Website : Constellation
MySpace: Vic Chesnutt
MySpace: Silver Mt Zion
MySpace : The Quavers

Evening's Civil Twilight In Empires Of Tin

Desolation Wilderness

Il loro nome inizia, fortunatamente, a girare anche nelle nostre lande. Sono in tre, arrivano da Washington – ma la ragione sociale è presa da un luogo della Sierra Nevada – e delle ultime proposte K Records sono indiscutibilmente la più interessante.
Alcuni li hanno già etichettati come i più affidabili eredi dei Galaxie 500, a noi piacciono perchè emozionali, amanti degli spazi aperti, ricchi di ipnotismo e narcolettici. Non tanto (o non solo) nella musica, quanto nel riuscire a conquistare ascolto dopo ascolto, regalando ogni volta un particolare nuovo.

MP3 Desolation Wilderness And All The Boys Looked
MySpace: Desolation Wilderness

Fredrik

Il miscelare atmosfere folk all’elettronica è diventata consuetudine in questi anni (i Tunng sono forse l’esempio migliore).
Ecco quindi i nomi di Jim O’Rourke, Fairport Convention e Barbara Morgenstern a descrivere le atmosfere di Na Na Ni, ottimo lavoro dei Fredrik. Gli svedesi posseggono però, rispetto al gran numero di gruppi in circolazione che si inserisce in questo filone, capacità malinconiche e canzoni da ricordare (1986 e 11 Years su tutte)
Potete ascoltare interamente il disco in streaming, mentre qui sotto il video del mio pezzo preferito.

MySpace: Fredrik

Suki Ewers

Una domenica pomeriggio d’autunno inoltrato è il periodo dell’anno migliore per tuffarsi nell’album di Suki Ewers. L’ex componente degli Opal (sua la voce nello splendido brano del gruppo di Los Angeles intitolato “Brigit on Sunday”) e dei Mazzy Star ha pubblicato lo scorso mese di agosto “Kind Of Hazy” (su Mind Expansion Records), un album che non deve assolutamente mancare nella collezione di cd di coloro che hanno amato entrambi i gruppi capitanati da David Roback.
Dream-pop ad alta densità emotiva prodotto da Kramer, una garanzia assoluta di qualità.

MP3 Suki EwersTime After Time
Video: Suki EwersKnow What You’re Saying
MySpace: Suki Ewers

Suki

Honey Pine Dresser

Gli Honey Pine Dresser nascono a Londra nello scorso mese di febbraio e sono guidati dalla cantante canadese Marie-Pascale Hardy, la cui voce è in grado di ammaliare anche l’ascoltatore meno attento. L’esordio discografico della band è recente, un E.P. autoprodotto intitolato “Island Gardens” e contenente 4 pezzi che hanno già catturato l’attenzione di Steve Lamacq.
Non si fatica a capire il motivo dell’interesse del famoso DJ inglese: gli Honey Pine Dresser sono autori di un pop etereo e sognante di ottima fattura, come non se ne sentiva da tempo.
Un nome da segnarsi, in attesa dell’esordio sulla lunga distanza.

MP3 Honey Pine DresserJellyfish
MySpace: Honey Pine Dresser

HPD

+/- {Plus Minus}

E’ da poco uscito il nuovo album dei +/- {Plus Minus}, è intitolato “Xs On Your Eyes” (pubblicato da Absolutely Kosher) e al pari dei precedenti lavori è una raccolta di canzoni splendide, tra l’indie rock più ispirato e la migliore indietronica teutonica.
“Snowblind” è il primo singolo tratto dal nuovo album, qui sotto potrete gustarvi anche l’ottimo video.

MP3 +/- {Plus Minus}Snowblind

MySpace: +/- {Plus Minus}
Website: +/- {Plus Minus}

Saint Jude’s Infirmary

Scozzesi, di Edimburgo, i Saint Jude’s Infirmary stanno per presentare il loro secondo album. Il primo, “Happy Healthy Lucky Month”, da noi è passato, purtroppo, quasi sotto silenzio.
Retaggi alla Nick Cave (la malinconia cinematica di “The Church Of John Coltrane”), pop raffinato alla Belle And Sebastian vecchia maniera (“Montreal”), tratti di marziale emotività (“Good-bye Jack Vettriano”, il primo video qui sotto), bassa fedeltà spaziale (“VVVampire”), atteggiamenti eterei (“Saint Jean”). Un gruppo ricco di richiami, dove l’indie folk lega Velvet Underground – palesi in “All My Rowdy Friends Are Dead” (il secondo video) – e cantautorato americano, esaltato da un’ottima capacità di scrittura. Fresca e mai convenzionale.

MP3 Saint Jude’s Infirmary The Church Of John Coltrane
MySpace: Saint Jude’s Infirmary

Mason Proper

Fanno quello che i Death Cab for Cutie forse non riescono più a fare. Lo fanno ricordandomi, non so perchè, alcune cose degli Aloha. Uno dei dischi più freschi e ben scritti che mi sia capitato ultimamente di ascoltare. E poi quel pezzo, “Point A to point B”, che si candida a pezzo dell’anno (sentitevelo su MySpace, qui sotto nel video in versione live).
Escono per la Dovecoterecords. Compratelo, rubatelo, fatelo vostro.

MP3 Mason Proper – Lock and Key

MySpace: Mason Proper

Teniamoli d’occhio #5: Frontier Ruckus

Chi: Frontier Ruckus

Dove: Orion (MI), U.S.A.

Cosa: The Orion Songbook (Quite Scientific, 2008)

Perché: Era dai tempi dell’uscita di “Welcome Home, Loser” dei Broken Family Band che non mi entusiasmavo così tanto per una band che suona una musica country-folk purissima. Tutto merito dei Frontier Ruckus. La band proveniente dallo stato del Michigan e guidata da Matthew Milia (chitarrista, cantante e autore di tutte le canzoni), giunge all’esordio sulla lunga distanza con l’album “Orion Songbook” grazie ad una delle mie etichette americane preferite, la Quite Scientific (casa, tra gli altri, di Canada e Chris Bathgate).
Matthew Milia ci accompagna attraverso le periferie desolate del Michigan con voce tremolante e lunghissimi racconti (qui trovate tutti i testi), resi ancor più emozionanti dalla seconda voce di Anna Burch e quando ci fermiamo alle tappe dark-country di “Dark Autumn Hour”, “Rosemont” e “Adirondack Amish Holler” realizziamo che i Frontier Ruckus hanno tutte le carte in regola per conquistare più di un fan fra gli appassionati del genere.

Audio: MP3 Frontier RuckusOrion Town 2

Video: Dark Autumn Hour

Per avere maggiori informazioni sui Frontier Ruckus: MySpace

Per acquistare Orion Songbook: iTunes

Frontier Ruckus

A. Armada

Da Athens arrivano gli A. Armada, band che si colloca a metà strada tra gli Explosions in the Sky e i concittadini Maserati. Con questi ultimi condividono uomini (un chitarrista) e intenti. Niente è nuovo, per carità: strumentali, titoli lunghissimi, scoppi di distorsione e pause ieratiche. Quello che colpisce è la capacità di scrittura, la “fruibilità” dei pezzi (che peraltro non hanno durata eccessiva, come nella tradizione post) e il suono shoegaze-sognante.
L’Ep di esordio, appena uscito, trova casa in Europa presso la Golden Antenna, ma è scaricabile con pochi euro anche su iTunes.

MP3 A. Armada The moon shifts the sea, the sea shapes the shore, the shore shakes the sand, the sand sinks the ship


MySpace: A Armada