Leonard Mynx

E’ da un paio di giorni che cerco le parole per descrivere l’emozione che ho provato all’ascolto dell’album d’esordio di Leonard Mynx, in uscita per Wally Uno Music ad aprile. Ma nessuna parola potrà mai rendere giustizia a “Vesper”, album registrato da Adam Selzer (Norfolk & Western, M.Ward, Decemberists) presso il Type Foundry Studio di Portland, quindi cercherò, nel mio piccolo e senza tanti giri inutili di parole, di invogliarvi ad andare alla scoperta di uno dei musicisti folk più brillanti che siano apparsi sulla scena negli ultimi anni.
Leonard è un cantastorie di raro talento e accompagnato da una band formata da artisti coinvolti in alcune delle migliori band indie del nord-ovest americano (Autopilot Is For Lovers, Point Juncture, Wa., Shoeshine Blue, Weinland, Norfolk & Western, Les Flaneurs, Loch Lomond, Mr. Frederick, Heroes and Villains, Kurt Hagardorn, Telescope Vehicle, Audie Darling) ha realizzato un album composto da brani che pescano a pieni mani dalla tradizione folk-country statunitense (come dimostrato anche dalla ricca strumentazione utilizzata, pedal steel, mandolino, violino, viola, violoncello, tromba, slide guitar, armonica), rendendola quanto mai viva ed attuale.
Dal country-pop di “Nothwest Passage” (quanto di più vicino alle meraviglie che ci hanno lasciano in eredità il duo Gram Parsons e Emmylou Harris) al folk malinconico ed intimista di “Mary”, “You Asked” e “Wine” (quest’ultima con tanto di sezione d’archi, piano e mandolino), è tutto un susseguirsi di canzoni dal fortissimo impatto emotivo ed arrangiate con una sensibilità fuori del comune. E quando giunge “Horse”, brano che tratteggia in modo impietoso la condizione di un eroinomane che vive solo in funzione della maledetta sostanza che s’inietta nelle vene, le difese dell’ascoltatore vengono definitivamente rase al suolo e i brividi lungo la schiena prendono il sopravvento.
Siamo tutti presi dalla frenesia di scaricare quanti più dischi possiamo, ma non riusciamo poi nemmeno ad ascoltarli tutti compiutamente. Fatemi un favore: quando uscirà “Vesper” compratelo, trovate 45 minuti del vostro tempo e ascoltatelo in perfetta solitudine, per apprezzare come si deve ogni minimo dettaglio e non perdere nessuna delle mille e preziose sfumature che rendono davvero unico l’album. Immergetevi nei racconti di Leonard Mynx, sognerete anche voi ad occhi aperti, come ha fatto il sottoscritto, quell’America popolata da reietti, personaggi in cerca di un’identità e di un sogno da inseguire, così ben descritta nelle pagine dei libri di Hubert Selby Jr.
Ringrazio Leonard per aver condiviso con me la sua musica e per avermi fatto ascoltare in anteprima il suo bellissimo album.

MP3 Leonard MynxMary

MP3 Leonard MynxThe Wine


MySpace: Leonard Mynx
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Leonard Mynx

12 thoughts on “Leonard Mynx

  1. disco bellissimo che davvero merita un ascolto attento.
    vero, troppi dischi, troppo spesso lasciati dopo due pezzi. Questo resta, e resterà a lungo.

  2. Caro Pep, difficile non essere scontati e retorici quando cerco di ringraziarti per questo ennesimo grande disco che mi hai fatto scoprire. Sono pezzi, testi, musiche che valgono ben quarantacinque minuti della nostra esistenza. Sono quei piccoli miracoli che ogni tanto si perpetuano: come il Jacob Golden che canta con un filo di voce in una piccola stanza colma di gente quando al piano di sopra dello stesso locale Morrissey fa impazzire tremila persone. E sono certo di aver letto nelle ultime righe una “citazione” che mi fa un qual certo piacere!! Perché quelle persone che consumano e “postano” brani in continuazione, sono le stesse che raccontano di aver visto gli A Weather in uno show per pochi intimi ad Austin..e pensa che a tutt’oggi sono ancora convinto che di “fantasmi” c’eravamo solo noi!!

  3. Caro Francesco, indimenticabile davvero quella serata a Londra, il concerto e le chiacchiere post concerto al bar con Jacob
    La citazione c’è ed è un atto dovuto, su questa questione hai perfettamente ragione.
    Dice bene Lo Mele nell’ultimo numero di Rumore, “pochi (pochissimi fra gli addetti ai lavori, cartella stampa e via) attraversano ormai un’opera, i più forwardano giudizi sentiti dagli altri.

  4. Già la vicinanza con quel piccolo e misconosciuto talento di Adam Selzer mi aveva fatto drizzare le orecchie, ma l’ascolto dell’album conferma le tue parole e le ottime aspettative.
    Grazie davvero per la segnalazione!

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