Featured label #4: Graveface Records

Una selezione di MP3 dal catalogo della Graveface Records, etichetta con sede a Chicago e casa, tra gli altri, di Black Moth Super Rainbow, The Loose Salute e Hospital Ships.
Potete ascoltare e scaricare due brani tratti dal nuovo album dei Black Moth Super Rainbow “Eating Us”, in uscita il 26 maggio.

Eating UsBlack Moth Super Rainbow
“Born On A Day The Sun Didn’t Rise” (MP3)
from “Eating Us”
(Graveface Records)

Eating UsBlack Moth Super Rainbow
“Twin Of Myself” (MP3)
from “Eating Us”
(Graveface Records)

The Long Forgotten FriendDreamend
“The Tulip Staircase” (MP3)
from “The Long Forgotten Friend”
(Graveface Records)

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Oh, RamonaHospital Ships
“The Shots I Drank” (MP3)
from “Oh, Ramona”
(Graveface Records)

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Tuned To LoveThe Loose Salute
“The Mutineer” (MP3)
from “Tuned To Love”
(Graveface Records)

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Christopher Tignor

Leader e compositore principale degli Slow Six (sperimentalismo avant diluito in movimenti alla moviola), Christopher Tignor fa uscire in questi giorni “Core Memory Unwound“, debutto solista (con collaborazioni eccellenti: Colin Jacobsen e Margaret Kampmeier) griffato Western Vinyl. Un disco non semplice, fra classicismi ricercati e perenne introspezione isolazionista, dove intimità e romanticismo vengono cristallizzati attraverso una decostruzione mai casuale (piuttosto razionalmente delicata). Pianoforte, violino e dettagli elettronici: talvolta soffusi, ancor più spesso nascosti, si offrono ad un ascolto inevitabilmente passivo, ma senza alcuna carenza emozionale. “Last Nights On Eagle Street” ne è un esempio palese, con l’ombra di Eric Satie ad annuire convinta.

MP3 Christopher TignorLast Nights On Eagle Street

MySpace: Slow Six

Website: Western Vinyl

The Vaselines

Davvero ottima questa pubblicazione della Sub Pop (in Italia con distribuzione Audioglobe), che riporta nei negozi un gruppo di cui oggi forse ci si incominciava a dimenticare. Forse non si può dire che la loro sia stata una carriera lunga e così importante da farne una band seminale ma, da una parte la qualità delle canzoni e della loro proposta, dall’altra l’ammirazione provata nei loro confronti da un’icona quale Kurt Cobain – che li aveva gettati tra gli onori della cronaca citandoli più volte e soprattutto coverizzando la loro “Jesus Doesn’t Want Me For A Sunbeam” per l’MTV Unplugged dei Nirvana – bastano e avanzano per fare dei Vaselines una band di autentico culto, oggi da riscoprire. Formatisi nel 1986 a Edimburgo per volere dei chitarristi (ed entrambi cantanti) Eugene Kelly e Frances McKee – con la band completata da James Seenan al basso e dal fratello di Eugene, Charles Kelly, alla batteria – i Vaselines si accasarono subito con la neonata etichetta 53rd And 3rd di proprietà del frontman dei Pastels, Stephen Pastel. Con questa label pubblicarono i primi singoli – “Son Of A Gun”, “Dying For It” – dopodiché, a seguito del fallimento della 53rd And 3rd, firmarono per Rough Trade, con la quale pubblicarono il loro unico vero album, “Dum Dum”. E se già i primi singoli avevano messo in mostra un certo talento compositivo e la capacità di rinnovare la lezione dei Velvet Underground, fu proprio con la pubblicazione dell’esordio full lenght, che i Vaselines dimostrarono il loro valore. Le loro fulminanti canzoni erano – e sono – un mirabolante concentrato di candore angelico e vibrante ronzio elettrico, dove l’indubbia ascendenza sixties delle melodie si sposava ad una ritmica puntuale e metronomica e dove le chitarre continuavano a riffeggiare ed eccheggiare velvettianamente distorte, tra garage rock e un briciolo di psichedelia. Suonavano compatti e lucidi i Vaselines, freschissimi (ancora oggi!!) e dannatamente efficaci nell’allineare pop tunes assolutamente micidiali, tanto che citare un pezzo piuttosto che un altro sarebbe solo fare un torto a quello non citato. Non è difficile capire perché Cobain li amasse così profondamente, tanto che li volle come opening band nelle date di Edinburgo dei Nirvana, anche se all’epoca Kelly e gli altri si erano già sciolti e avevano preso nuove strade (Eugene nei Captain America poi Eugenius, Frances McKee, un po’ più avanti, nei Suckle). “Enter The Vaselines”, oggi, stende su due CD, non solo le diciannove tracce ufficialmente pubblicate dalla band in vita (che la Sub Pop aveva già raccolto nel 1992 in un album intitolato “The Way Of The Vaselines”), e cioè i due singoli e l’album citati, con un nuovo missaggio e completamente rimasterizzate per valorizzarne al meglio il suono, ma gli affianca tre demo (di “Son Of A Gun” e di due pezzi inediti, “Rosary Job” e “Red Poppy”) e ben quattordici brani registrati dal vivo a Bristol (nel 1986) e Londra (1988). Le versioni dal vivo non sono particolarmente diverse da quelle in studio, ma la più che buona qualità audio e una maggiore grezzezza live ne fanno comunque un ottimo e gradito bonus. Un acquisto imprescindibile insomma, da non mancare per nulla al mondo.

MP3 The Vaselines – Son Of A Gun

MP3 The Vaselines – Jesus Wants Me For A Sunbeam

MySpace: The Vaselines   

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Nick Corbo

Un Ep d’esordio, “Bird Watching in America“, che regala molto e promette ancora di più. Lui è Nick Corbo, cantautore un po’ alla Saddle Creek prima maniera, in cui non è folle ritrovare andature alla Jeff Mangum. In salsa doverosamente indie-folk. Nel Draft 2009 è da primo giro.

MP3 Nick CorboCity State

MP3 Nick CorboThe Merritt Parkway

MySpace: Nick Corbo

Scarica Bird Watching in America

Haruko

“Chiudi gli occhi e prendimi per mano”: questo l’invito con cui si presenta sulla sua pagina Myspace questa fanciulla che – c’è da scommetterci – di qui a breve colpirà dritti al cuore gli amanti della semplicità del folk al femminile, e tutti quelli che per fortuna non credono che gli artisti voce+chitarra siano tutti uguali. A dispetto del suo alias dai sentori orientali, lei è tedesca e si chiama Susanne Stranglow. Il suo primo album, Wild Geese, sarà pubblicato nel mese di giugno dall’etichetta Bracken Records. Fino ad allora, la si può cominciare a scoprire attraverso questo video e le anteprime disponibili su Last.fm.

Myspace: Haruko

Slow

Si chiamano Slow, vengono da Brighton e sono slowcore fino al midollo. Una band che, finalmente, tiene fede al proprio nome.
Low e Ida sono i numi tutelari della band inglese, giunta al debutto sulla lunga distanza lo scorso anno con l’album “Seeds”. Un ascolto imprescindibile per tutti gli amanti del genere.

MP3 SlowExit

MySpace: Slow

Buy Slow – Seeds at iTunes Music Store

Slow

Oliver The Penguin

Oliver The Penguin è il nuovo progetto musicale di Tommy Walter, ex bassista degli Eels e Rie Sinclair, affascinante artista e compositrice di colonne sonore. Il frutto della loro collaborazione è l’album autoprodotto “Button Pusher”, uscito lo scorso mese di marzo.
Il duo è autore di un elettropop aggraziato e mai banale, fortunatamente lontano parente delle porcherie che infestano le onde radiofoniche.

MP3 Oliver The PenguinDo I Leave My Heart Here

MySpace: Oliver Penguin

Oliver The PenguinBuy Oliver The Penguin – Button Pusher at iTunes Music Store

Oliver the Penguin