Ravens & Chimes

I Ravens & Chimes esordirono nel 2007 con uno dei miei album preferiti di quell’anno, “Reichenbach Falls”.
Torno ad occuparmi ora di loro perchè il 7 marzo uscirà un nuovo lavoro della band newyorkese, intitolato “Carousel EP”, disponibile solo su iTunes e contenente tre nuovi brani (presenti nel secondo album della band, “Holiday Life”, già pronto da più di un anno e in attesa di pubblicazione).
Le tre nuove canzoni faranno anche da colonna sonora a due episodi della serie TV Skins, che andranno in onda su MTV rispettivamente il 7 e il 14 marzo (negli Stati Uniti).
Qui sotto potrete ascoltare uno dei tre brani, “Division Street”.

MP3 Ravens & ChimesDivision Street

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Balto

Balto è il progetto musicale di Daniel Sheron, un giovane musicista americano che, dopo essersi trasferito in Siberia, ha scritto canzoni ispirate da quella terra lontana. Nel giro di poco tempo e con una buona quantità di materiale in mano ha messo insieme una band formata da 6 elementi e in un solo giorno ha registrato l’album “October’s Road” – una collezione di 10 brani toccanti, tra Fleet Foxes, Mumford & Sons e i miei amati Frontier Ruckus – in uno scantinato situato a Brooklyn.
Potete acquistare l’album per soli 4 dollari sul sito Bandcamp dei Balto.

Balto – The Railyard

Song of the day: Mathew Sawyer & His Ghosts – Myna Bird Calls

After the cult success of Blue Birds Blood in 2008, Mathew Sawyer & His Ghosts are back again with eleven new songs, “How Snakes Eat”, to be released via Fire Records on March 15th, 2011.

MP3 Mathew Sawyer & His GhostsMyna Bird Calls

Happy Days Are Here Again su Varese News!

Happy Days Are Here Again è stato integrato nalla blogosfera “Anche Io”, di Varese News, il quotidiano on line della provincia di Varese. Lo trovate nella colonna di destra, simbolo vinile.
Ringraziamo la redazione di Varese News per aver selezionato il nostro blog e per l’articolo dedicato a Happy Days Are Here Again

Great Albums Of The Past: Sofa – Grey (Constellation)

Siamo agli albori. Nel catalogo ConstellationGrey” dei Sofa ha il numero 2. L’uno va sempre a loro, ma si trattava di un 7″ (“New Era Building“). Per un purista del dettaglio, quindi, il primo vero album della label canadese è “Grey”. Che poi nella formazione con Brad Todd (voce), Keith Marchand (batteria) e Scott Clarkson (basso) comparisse come chitarrista Ian Ilavsky (fondatore della Constellation e poi membro di altra fenomenologia fra Silver Mt.Zion e Sackville) non appare affatto casuale. Tutt’altro. Il discorso fluisce, così, con facilità. I Sofa stanno insieme circa cinque anni. Di dischi completi solo uno. Ma qui il termine completo assume un significato. Assoluto. All’epoca qualcuno scrisse: “Like Slint and Big Black meeting for a Joy Division reunion“. Si giocava, forse, con gli eccessi, eppure non c’era molta distanza fra immaginifico e realtà. Una sorta di slow core post industriale, legato ad un hardcore primigenio che della ruggine faceva un marchio indelebile. Roba sporca e poco affabile, di quella da eccitazione duratura per troppa tensione. Non che se ne trovi tanta in giro, oggi. Poi, in quelle zone canadesi, arrivò la gloria. Ma è un’altra storia. Nata anche da questa.