Del Record Store Day, Limonate e Dubbi Vari

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Penso di avere una ventina di episodi riguardanti i negozi di dischi (che esistono. E sabato è il Record Store Day, ossia l’ipotetico giorno ideale per entrarci dentro e comprarli. I dischi, intendo. Poi, volendo, qualsiasi data è adatta a comprare un disco nei negozi di dischi. Io ne ho presi due ieri. Se ne prendono sempre almeno due). Uno riguarda quella volta che fogonai (passato remoto del verbo fogonare, sinonimo di bigiare, marinare ecc.) con un amico a Reggio Emilia. Prima decidemmo di bere alcune birrette. Dopo andammo a comprare dei dischi in un posto abbastanza stimato (io qualcosa dei Cure, se ricordo bene). Lui, infine, vomitò le birrette davanti al proprietario. Che non si incazzò, anzi ci fece sedere nel retro e offrì al mio compagno una simil limonata calda. Spaziale, mi disse l’amico, tanto da comprare (post-sbocco, roba che dovrebbe avvicinare al post rock) una boiata degli Suede. Non ricordo né il nome del negozio né quello del titolare (e nemmeno il disco degli Suede, ma questo è voluto). Dal tipo sono tornato poche volte, di solito noi parmigiani andavamo in Via Nazario Sauro, al Disco Club. Il capo denominato Simpaty. In media infamava chi aveva gusti pessimi (otto punti), consigliava a prescindere il disco Thrill Jockey in uscita (nove punti) e raccontava la sua precedente attività come edicolante (dieci punti). La mia ragazza ha comprato da lui il vinile “La Mia Vita Violenta” dei Blonde Redhead. Una volta, Simpaty, mi stressò la giornata per presunta noia ad un concerto dei Tortoise. Sbagliava lui, si intende, ma fu il solo a farmi pensare “vuoi vedere che anche i Tortoise possono spaccare le palle?“. Ovviamente restai della mia idea (“è impossibile”). Eppure compresi che i dubbi, seppur minimi, aiutano a vivere meglio. Ecco, di storie simili- un po’ in giro per l’emilia e la romagna- ne avrei tante ed è palese il mio integralismo sul comprare i dischi nei negozi di dischi. Non tanto per questioni etiche o morali, quanto per avere veramente il disco. Per ascoltarlo mentre tieni in mano la confezione e sentirlo concretamente. Cioè, ascoltarlo in maniera sessuale senza alcuna virtualità. Ritengo inconcepibile, ad esempio, sentire un disco Constellation senza averlo addosso. Ma queste sono cose che ho scritto e riscritto, ormai sarei tedioso e tanti, in questa settimana, ne hanno parlato meglio di me. Allora, visto che sabato, lo avrete compreso, sarebbe buona cosa andare in un bel negozio di dischi per comprare dischi, facciamo un salto in avanti. Anche le prossime settimane potrebbero essere un periodo ideale per andare in un bel negozio di dischi a comprare dischi. Potreste stare meglio, bere una limonata o farvi venire qualche dubbio. Che non fa mai male.

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