Of Information And Belief (roba di gusto del 2016)

(sempre grazie a The Pulpit)

Daniel Bachman – Daniel Bachman
William Tyler – Modern Country
Tortoise – The Catastrophist
Papier Tigre – The Screw
A. Dyjecinski – The Valley Of Yessiree
Dakota Suite / Vampilla – The Sea Is Never Full
Papa M – Highway Songs
Yann Tiersen – Eusa
Tindersticks – The Waiting Room
Spain – Carolina
Colin Stetson – Sorrow: a reimagining of Gorecki’s 3rd Symphony
Minor Victories – Minor Victories
Tess Said So – Scramble + Fate
Bracken – High Passes
Steve Gunn – Eyes On The Lines
Olafur Arnalds – Island Songs
Michael Chapman – Solo Acoustic Vol.11
Peter Broderick – Partners
American Football – American Football
Emily Jane White – Frozen Garden

Soundtrack 2016
Mogwai-Atomic

Single 2016
Shannon Wright-The Thirst

Of Information And Belief (roba di gusto del 2015)


(sempre grazie a ThePulpit)

Godspeed You! Black Emperor – Asunder, Sweet And Other Distress
The Declining Winter – Home For Lost Souls
The White Birch – The Weight Of Spring
Esmerine – Lost Voices
Jefre Cantù Ledesma – A Year With 13 Moons
Rachel Grimes – The Clearing
The Necks – Vertigo
Ought – Sun Coming Down
Lubomyr Melnyk – Rivers And Streams
Daniel Bachman – River
Prism – Western Skies Motel
Nathan Amundson-Upsetter
Mount Eerie – Sauna
Last Harbour – Caul
The Balustrade Ensemble – Renewed Brilliance
Damon & Naomi – Fortune
Goldmund – Sometimes
Good Weather For An Airstrike – Torpor
Ed Hamilton – Arabesque
William Basinski – Cascade

Roba dell’Anno : Mogwai – Central Belters

Vicious Circle : 20 ans ! Compilation #1

WebSite: Vicious Circle

Vicious Circle

Of Information And Belief (roba di gusto del 2011)

Top 10 Albums

1)Good Night & Good Morning – Good Night & Good Morning (Own Records)
2)Mogwai – Hardcore Will Never Die, But You Will (Rock Action)
3)Bill Callahan – Apocalypse (Drag City)
4)Birds Of Passage – Without The World (Denovali)
5)Thank You – Golden Worry (Thrill Jockey)
6)Low – C’Mon (Sub Pop)
7)Efrim Manuel Menuck – Plays “High Gospel” (Constellation)
8)Remember Remember – The Quickening (Rock Action)
9)Blueneck – Repetitions (Denovali)
10)Sandro Perri – Impossible Spaces (Constellation)

Italian Style
Larsen – Cool Cruel Mouth (Tim Angel Records)

Show Of The Year
Bitch Magnet @ All Tomorrow’s Parties-Nightmare Before Christmas

Top Book
Anche Gli Orsi Faranno La Guerra – Paolo Alberti (Rizzoli)

Top Movie
Melancholia – Lars Von Trier

Del Record Store Day, Limonate e Dubbi Vari

rsd

Penso di avere una ventina di episodi riguardanti i negozi di dischi (che esistono. E sabato è il Record Store Day, ossia l’ipotetico giorno ideale per entrarci dentro e comprarli. I dischi, intendo. Poi, volendo, qualsiasi data è adatta a comprare un disco nei negozi di dischi. Io ne ho presi due ieri. Se ne prendono sempre almeno due). Uno riguarda quella volta che fogonai (passato remoto del verbo fogonare, sinonimo di bigiare, marinare ecc.) con un amico a Reggio Emilia. Prima decidemmo di bere alcune birrette. Dopo andammo a comprare dei dischi in un posto abbastanza stimato (io qualcosa dei Cure, se ricordo bene). Lui, infine, vomitò le birrette davanti al proprietario. Che non si incazzò, anzi ci fece sedere nel retro e offrì al mio compagno una simil limonata calda. Spaziale, mi disse l’amico, tanto da comprare (post-sbocco, roba che dovrebbe avvicinare al post rock) una boiata degli Suede. Non ricordo né il nome del negozio né quello del titolare (e nemmeno il disco degli Suede, ma questo è voluto). Dal tipo sono tornato poche volte, di solito noi parmigiani andavamo in Via Nazario Sauro, al Disco Club. Il capo denominato Simpaty. In media infamava chi aveva gusti pessimi (otto punti), consigliava a prescindere il disco Thrill Jockey in uscita (nove punti) e raccontava la sua precedente attività come edicolante (dieci punti). La mia ragazza ha comprato da lui il vinile “La Mia Vita Violenta” dei Blonde Redhead. Una volta, Simpaty, mi stressò la giornata per presunta noia ad un concerto dei Tortoise. Sbagliava lui, si intende, ma fu il solo a farmi pensare “vuoi vedere che anche i Tortoise possono spaccare le palle?“. Ovviamente restai della mia idea (“è impossibile”). Eppure compresi che i dubbi, seppur minimi, aiutano a vivere meglio. Ecco, di storie simili- un po’ in giro per l’emilia e la romagna- ne avrei tante ed è palese il mio integralismo sul comprare i dischi nei negozi di dischi. Non tanto per questioni etiche o morali, quanto per avere veramente il disco. Per ascoltarlo mentre tieni in mano la confezione e sentirlo concretamente. Cioè, ascoltarlo in maniera sessuale senza alcuna virtualità. Ritengo inconcepibile, ad esempio, sentire un disco Constellation senza averlo addosso. Ma queste sono cose che ho scritto e riscritto, ormai sarei tedioso e tanti, in questa settimana, ne hanno parlato meglio di me. Allora, visto che sabato, lo avrete compreso, sarebbe buona cosa andare in un bel negozio di dischi per comprare dischi, facciamo un salto in avanti. Anche le prossime settimane potrebbero essere un periodo ideale per andare in un bel negozio di dischi a comprare dischi. Potreste stare meglio, bere una limonata o farvi venire qualche dubbio. Che non fa mai male.

Gil Scott-Heron

Custodivo un piccolo sogno nel cassetto, potere ancora riascoltare la voce di Gil Scott-Heron dopo averla lasciata ormai 15 anni fa con quella meraviglia che fu “Spirits”, testamento spirituale dopo una storia artistica controversa, a tratti esaltante quando tra la fine degli anni 60 e l’inizio dei 70 mise la firma su canzoni destinate a rivoluzionare per sempre la musica afro americana e il suo linguaggio espressivo. “The Revolution Will Not Be Televised”, “Johannesburg”, “The Bottle”, funk, soul e jazz mescolati ha sostegno di uno stile nuovo, lo spoken word, parole scagliate come bombe contro l’ipocrisia della classe media, critiche feroci ai mezzi di comunicazione e al finto perbenismo, uno sguardo lucido sulla deriva delle periferie dell’impero. Poi un lento declino, troppo scomodo per l’industria musicale, un abisso di droga e violenza con improvvisi lampi di lucidità come nell’immensa “Message To The Messengers”, dove fotografava la banalità del nuovo hip hop: “Le parole di quattro lettere o quelle di quattro sillabe non ti faranno diventare un poeta, mostreranno solo quanto sei superficiale e tutti lo capiranno”.
Oggi è tornato (“I’m New Here – XL Recordings) con il rischio di trovarsi totalmente spaesato, tutto cambia velocemente, tecnologie, media, comunicazione, solo la miseria resta uguale e allora tanto vale farci i conti partendo da “Me And The Devil”, il classico di Robert Johnson riletto per come dovrebbe suonare il blues nel ventesimo secolo,” illbient”, beat scuro e profondo. A seguire il folk della title track “I’m New Here”, direttamente dal repertorio di Bill Callahan e i suoi Smog; un altro omaggio al soul più struggente é la rilettura di “I’ll Take Care Of You”, si prosegue con il gospel infernale di “New York Is Killing Me”, per poi chiudere il discorso con “On Comin’ From A Broken Home”, struggente memoria d’infanzia.
Un disco breve, in quasi mezz’ora si condensa l’inferno e la redenzione, la paura e la speranza affidata all’amore di un uomo capace di tenere un piede nella bellezza e uno nell’inferno.

MP3 Gil Scott-HeronI’m New Here

MySpace: Gil Scott-Heron

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