The Definite Articles

Vengono da San Francisco, si chiamano The Definite Articles e “King Merriweather” è il titolo del loro album di debutto.
Registrato presso il Tiny Telephone studio, di proprietà di John Vanderslice, con l’ausilio di 30 (!) musicisti, King Merriweather mette in mostra l’enorme talento di Jon Sung, leader della band, sia in fase compositiva sia nell’arrangiamento dei pezzi.
The instrumentation recorded during the session ultimately comprised 30 musicians, including woodwinds, horns, harp, choir, and a dozen strings. On King Merriweather, the group constructs a swirling, bittersweet tale of love, choice, and regret. Some songs swell to an epic size, others remain small and restrained; all reinforce a set of underlying themes that take multiple listens to fully uncover“.

The Definite Articles – Symmetry by takethesongsandrun

TOP 10 DEL 2010

TOP 10 ALBUMS

#1 Thee Silver Mt.Zion Memorial Orchestra – Kollapse Tradixionales
#2 Arcade Fire – The Suburbs
#3 The Drums – The Drums
#4 Caribou – Swim
#5 Gil Scott Heron – I’m New Here
#6 Harlem – Hippies
#7 John Grant – Queen of Denmark
#8 Woods – At Echo Park
#9 Lower Dens – Lower Dens
#10 Titus Andronicus – The Monitor

TOP 10 VIDEOGAMES

#1 Red Dead Redemption
#2 Call of Duty: Black Ops
#3 Assassin’s Creed: Brotherood
#4 God Of War 3
#5 Heavy Rain
#6 NBA 2K11
#7 FIFA 2011
#8 Mafia 2
#9 Enslaved
#10 Fallout: New Vegas

Best mobile game – Angry Birds

Best Social Network – Foursquare

Best RSS Reader – NetNewsWire

Ruby Coast

Domani parto con il mio socio Francesco per New York, ci attende la maratona del CMJ.
Come ogni anno spulcio la schedule e ascolto qualche brano dei gruppi che potrei andare a vedere. Ed è così facendo che mi sono imbattuto nei Ruby Coast, quintetto proveniente da Aurora, Canada. Innamorandomene al primo ascolto.
Alle spalle hanno un EP intitolato “Projectable Collections”, uscito nel 2008, mentre lo scorso mese di settembre hanno pubblicato il songolo Whatever This Is/Creep Me Out 7″.
L’album d’esordio “Whatever This Is”, registrato presso l’Hotel2Tango da Howard Bilerman (Arcade Fire, Wolf Parade, Basia Bulat) e Brian Paulson (Wilco, Dinosaur Jr, Beck) uscirà nel 2011.
Il 23 ottobre suoneranno al Delancey e io sarò presente in prima fila.

MP3 Ruby CoastWhatever This Is

MP3 Ruby CoastCreep Me Out

MySpace: Ruby Coast

The Juliets

Ypsilanti, situata a 6 miglia da Ann Arbor (sede dell’Università del Michigan, per gli appassionati di college football e basketball, come il sottoscritto, una vera e propria mecca), è la città di provenienza dei Wolf Eyes, ma spero e mi auguro che passerà alla storia (musicale) per essere la città che ha dato i natali a The Juliets, quintetto che di recente ha dato alle stampe il proprio album di debutto. E sono convinto che un solo album basterà a raggiungere lo scopo.
Il motivo è presto detto: siamo al cospetto di un lavoro ai limiti della perfezione pop. Di quel pop barocco e melodico, che poggia su arrangiamenti poco convenzionali e su di un uso preponderante, ma non eccessivo, degli archi (violino e violoncello). Una via di mezzo tra Hey Marseilles (qui tanto amati) e Arcade Fire.
L’album è disponibile su Bandcamp a soli € 7,68. Disco dell’anno, se ce n’è uno: non perdete tempo, fatelo vostro.

MP3 The JulietsThe Letter https://takethesongsandrun.files.wordpress.com/2010/07/02-the-letter.mp3'

Local Natives

Vengono dalla California del Sud, da Silver Lake per la precisione e si chiamano Local Natives. Saranno uno dei gruppi più chiacchierati del 2009.
Non hanno ancora firmato, almeno ufficialmente, un contratto con un’etichetta discografica, hanno un album pronto per la pubblicazione intitolato “Gorilla Manor” (prodotto da Raymond Richards, in passato al lavoro con Parson Redheads, The Weather Underground e The Monolators) e una manciata di canzoni che hanno fatto il giro della rete, facendo entusiasmare almeno un paio di bloggers influenti. Hanno già registrato una Daytrotter Session e si sprecano i paragoni con alcuni dei gruppi migliori degli ultimi anni, Fleet Foxes, Broken Social Scene e Arcade Fire su tutti.
Non ho dubbi, i Local Natives sono (pre)destinati a un successo mondiale. Attendo il loro album d’esordio, con la certezza che un Jonathan Poneman o un Simon Raymonde abbiano già fiutato l’affare.

MP3 Local NativesAirplanes

MP3 Local NativesWorld News

MySpace: Local Natives

Clues

Montreal, Unicorns e Arcade Fire. Punti di partenza per il progetto Clues, nato nel 2007 da Alden Penner (lato Unicorns) e Brendan Reed (parte Arcade Fire) con un basso profilo (nessuna pagina MySpace, facebook neanche considerato, il solo sito di riferimento quello di VillaVillaNola, negozio di musica digitale in cui si possono trovare diversi artisti dell’area di Montreal). L’anno successivo le prime (apprezzatissime) esibizioni dal vivo ed a maggio 2009 avremo l’esordio ufficiale con un disco omonimo. A garantirne il valore Sua Perfezione Constellation (distribuzione in Italia a cura di Goodfellas)
Nell’album, i due fondatori sono stati accompagnati (all’interno del solito Hotel2Tango studio) da amici/collaboratori legati alla scena canadese: Ben Borden (Les Automates de Maxime de la Rochefoucauld), Lisa Gamble (Gambletron, Evangelista, Hrsta) e Nick Scribner (Chaotic Insurrection Ensemble). Ne è uscita una miscela in cui cantautorato folk-pop, post punk e trattenuto sperimentalismo si legano ad una tradizione urgente e passionale. A suo modo viscerale (anche se epica).

MP3 CluesPerfect Fit

Website: Constellation

Website: VillaVillaNola

Clues

Feral Children

Ci sono cascato anche questa volta: leggendo le classifiche di fine anno in giro per la blogosfera mi sono imbattuto in un gruppo per il quale è scattato un amore istantaneo e incondizionato. E’ una tradizione ed è stata rispettata anche quest’anno, grazie ai Feral Children. Fino a pochi giorni fa ignoravo completamente l’esistenza di questa band proveniente da Seattle, adesso il loro album di debutto “Second To The Last Frontier” (Sarathan Records), prodotto da Scott Colburn (Animal Collective, Arcade Fire), è oggetto di ascolti compulsivi.
Presto spiegato il motivo: i Feral Children suonano un indie rock nervoso e sincopato, fatto di chitarre graffianti, tastiere distorte e ritmi ossessivi (la doppia batteria gioca un ruolo determinante), hanno mandato a memoria le lezioni impartite dai primi Modest Mouse, dagli Arcade Fire e dai Tv On The Radio e hanno il pregio di saper sfornare melodie orecchiabili e ritornelli indimenticabili.
“Second To The Last Frontier” è un disco davvero riuscito e coinvolgente, mi piacerebbe ora vedere i Feral Children dal vivo, saranno senza dubbio esplosivi!
Dal sito della Sarathan Records è possibile scaricare gratuitamente un E.P., contenente quattro brani presenti nell’album.

MP3 Feral ChildrenSpy/Glass House
MySpace: Feral Children
Acquista “Second To The Last Frontier”: Amazon | iTunes

FC

Cover Me, Comfort Me

Si avvicinano le festività natalizie e in regalo per voi lettori c’è una bella compilation di cover!

Sara Lov Your Body Is A Cage (Arcade Fire)
Dean & BrittaYou Turn My Head (Lee Hazelwood)
Florence and The MachinePostcards From Italy (Beirut)
Dirty MittensWhite Winter Hymnal (Fleet Foxes)
Sufjan StevensThe One I Love (R.E.M.)
Tobias Froberg What Goes Around Comes Around (Justin Timberlake)
Matt WeddleHey Ya (Outkast)
David BazanLet Down (Radiohead)
Phosphorescent A Picture Of Our Torn Up Pride (Willie Nelson)
Why?Close To Me (The Cure)