My most favourite slowcore albums of all times

# 1 Codeine – Frigid Stars
MP3 CodeinePea

# 2 Red House Painters – S/T
MP3 Red House PaintersDragonflies

# 3 Sophia – Fixed Water

MP3 SophiaSo Slow

# 4 Low – Long Division
MP3 LowShame

# 5 Barzin – Notes To An Absent Lover
MP3 BarzinThe Dream Song

# 6 American Music Club – California
MP3 American Music ClubJenny

# 7 Idaho – Year After Year
MP3 IdahoGone

# 8 Saeta – We Are Waiting All For Hope
MP3 SaetaCan You Forgive

# 9 Bedhead – What Fun Life Was
MP3 BedheadThe Unpredictable Landlord

# 10 Kepler – Missionless Days
MP3 KeplerA Workhorse

Share

Polar

Siamo ormai abituati ai dischi di cover, ma spesso si ha l’impressione che si tratti di operazioni ruffiane, poco sincere. Non è il caso di Feedback dei valenciani Polar.
Autori di dischi strepitosi, da Comes with a Smile all’ultimo bellissimo Surrounded by Happiness, sicuramente debitori alla tradizione Galaxie 500 (ben ricordata da Marco con i Desolation Wilderness), sono figliocci dei Bedhead e fratellini spagnoli degli Zephyrs.
Le canzoni qui ripresentate sono un omaggio sentito a tutto quello che può essere rintracciato nella loro musica: dai Galaxie ai Velvet Underground, dai Bedhead ai Dream Syndacate, passando per i Wire (strepitosa la loro versione di Outdoor Miner, peraltro già sentita in un disco di qualche tempo fa che raccoglieva diverse versioni del pezzo).
Il disco esce per la Jabalina e qui un assaggio.

MySpace: Polar

Polar

More Than Ever

A distanza di quattro anni dall’ottimo The End Is Near (a sua volta seguito dello splendido Newness Ends da dieci-singoli-dieci), i New Year tornano in circolazione con nuovo album.
Arriveranno in Italia il prossimo autunno (e, avendoli già visti in concerto, possiamo garantire il valore assoluto), ma di dischi in uscita e live (quasi) imminenti discuteremo nei prossimi mesi. Oggi, piuttosto, vogliamo tornare al periodo precedente, quello griffato Bedhead e, a nostro soggettivissimo parere, superiore persino all’eccellenza dell’avventura successiva. Ne abbiamo già parlato altrove, ma, visti tempi e mode attuali, non pare mai abbastanza.
L’atteggiamento slow core dilatato, vicino-per attitudine- a certo post rock del periodo (crescendo trattenuti evidenti in gruppi come i Windsor For The Derby, non a caso inizialmente compagni nella Trance Syndicate), aperto, tuttavia, al concetto di canzone. Da What Fun Life Was (esordio, 1994) a Transaction De Novo (opera ultima del 1998, non contando il trascurabile Macha Loved Bedhead Bedhead Loved Macha uscito per i tipi di Jetset nel 2000) mutano alcuni atteggiamenti, vi è un avvicinamento a ciò che avverrà sotto il marchio New Year, l’incomunicabilità voluta e trovata da altri (si pensi ai santissimi Codeine) è toccata sempre più di sfuggita, ma mai scompare quell’approccio rarefatto tipico di certa musica narcolettica.
E proprio in Transaction De Novo è presente More Than Ever, fra i brani simbolo (con Half-thought) per chi vuole un punto di contatto fra Bedhead e New Year. Una serenità apparente, gracile nel farsi brano, eppure decisa nell’evidenziare quella purezza strumentale che sempre ha accompagnato i fratelli Kadane. Ed ancora oggi è qualcosa di splendido.

More Than Ever