Sleep Whale

Li avevamo conosciuti con l’Ep di esordio, “Little Brite“. All’epoca erano in due, Joel North e Bruce Blay, in bilico fra architetture alla Papa M e Bert Jansch. A collaborare con loro parenti ed amici. Due di questi, Paul North e Spencer Stephenson, sono entrati ufficialmente nel gruppo. Per inerzia gli Sleep Whale oggi sono in quattro ed il suono ne sfrutta (ottimamente) le conseguenze, palesandole nel primo album ufficiale, “Houseboat“.
Siamo sempre in territori al confine fra ambient soffuso, post rock da camera e richiami avant molto trattenuti. Ad aumentare è la sfera evocativa, in alcune occasioni similare ai Mogwai modello “I Know You Are But What Am I“, dilatando e ampliando la sensibilità espressiva. In breve, sfruttando al meglio la somma degli addendi.

MP3 Sleep WhaleLight Tunnel

MP3 Sleep Whale Green Echo

MySpace: Sleep Whale

WebSite: Sleep Whale

Sleep Whale

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Sleep Whale

Da Denton, Texas. Ufficialmente in due: Joel North (chitarra, violoncello) e Bruce Blay (violino, macchine varie), con alcuni amici pronti, quando occorre, a collaborare. La sostanza è una delicatissima contaminazione strumentale (il cantato è raro e fisiologico alla musica), fra tratteggi acustici, carezze d’avanguardia elettronica e rumori svagati.
Gli Sleep Whale arriveranno a Luglio, grazie a Western Vinyl, con “Little Brite“: sei episodi soffusi, spesso nostalgici, sempre preziosi, usciti da un locale immaginario dove sono seduti allo stesso tavolo David Pajo griffato Papa M, Steve Reich e Bert Jansch.

MP3 Sleep WhaleA Pebble Garden

MP3 Sleep WhaleLittle Brite

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Alexandros Katiakos

E’ uno dei massimi rappresentanti, Alexandros Katiakos, del free noise contaminato, languido nel ricorrere a forme cantautorali ellenico-scozzesi (in molti lo vedono come punto di contatto fra il compositore Manolis Kalomiris e Bert Jansch) ed intollerante nel deragliare in terrorismi sonici di stampo Dead C.
Un esegeta ed un eroe, per diverse generazioni greche: testardo nel scegliere il vinile-e solo il vinile- come supporto ed intransigente nel non superare mai le mille copie da diffondere. Parrà ridicolo, forse, in un mondo come il nostro, ma tutti i dodici dischi di Katiakos sono andati esauriti in pochi giorni. Mille copie (in vinile, lo ricordiamo) bruciate come il più concreto sacrificio alla Dea Atena. Impossibile (o quasi..) ottenere la sua musica in altri modi. Ringraziamo ancora alcune amicizie che ci hanno consentito di avere due copie originali degli album (A Date In Thessaloniki e Greece: the Land), mentre per gli altri qualcosa abbiamo ascoltato. Non tutto purtroppo.
Inutile, con Alexandros, sperare in pagine My Space et similia. Ed inutile sperare nell’etichetta discografica. Da lui stesso creata, la Kifissou Rec. ha come solo compito quello di diffondere i vinili realizzati. Un brano, qualche Mp3, due righe d’informazione: utopie per noi, coerenza per chi di certo luddismo ha fatto una regola.
Eppure, seguendo canali nemmeno così impossibili da rintracciare, è la stessa Kifissou a comunicare l’uscita del tredicesimo disco di Katiakos. Album omonimo che, pare, seguirà le coordinate del predecessore (il citato Greece: the Land). Scrittura autorale, quindi, sporca e distorta nelle sonorità, ma pronta ad aprirsi ad un’attitudine pop (prendete il termine in senso-molto-lato) intravista in un brano come Never On Sunday. La presentazione dell’album (e, per inerzia, la prima-e forse unica-possibilità di acquistarne una copia) avverrà sabato 2 Agosto al CGF’08. Superfluo anticipare la nostra presenza.

katiakos solo