Play It Slow – A Slowcore Mixtape

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*01 ArcoAll This World
**02 The For Carnation Imyr, Marshmallow
*03 CanyonYellow Tape
**04 Pedro The Lion Almost There
**05 Red House Painters Katy Song
*06 MolassesSaint Catherine (Idiot’s Waltz)
*07 Monroe MustangBottle Rocket
*08 Drunk A Mere Passerby
**09 RexHigh School Dance Hit
**10 Codeine Pickup Song
*11 Timonium Self Evidence
**12 MovietoneSummer

* chosen by Giuseppe
** Chosen by Delso

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Great Albums Of The Past: Come – Don’t Ask Don’t Tell

Il famigerato Don’t Ask Don’t Tell (Beggars Banquet, 1994), vetta massima, per molti, della parabola Come. Thalia Zedek mangia rabbia ed afflizione, poggiando la voce su musiche contratte da tinte nere, sparpagliate fra blues e dramma incombente. L’incipit, “Finish Line“, è un’invocazione luttuosa ed incazzata, “Let’s Get Lost” vive di orge sonore immerse in reiterazioni vocali, “German Song” ed “Arrive” rasentano il concetto di slow core codeiniano sfidando l’emotività. Poi ce ne sarebbero altre sei (fra cui la seminale “Wrong Side“) che costringono, ancora oggi, all’acquisto obbligato dell’album.

MP3 Come- Finish Line

MP3 ComeLet’s Get Lost

MP3 ComeGerman Song

MP3 ComeArrive

WebSite: Come (Matador Records)

Come

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My most favourite slowcore albums of all times

# 1 Codeine – Frigid Stars
MP3 CodeinePea

# 2 Red House Painters – S/T
MP3 Red House PaintersDragonflies

# 3 Sophia – Fixed Water

MP3 SophiaSo Slow

# 4 Low – Long Division
MP3 LowShame

# 5 Barzin – Notes To An Absent Lover
MP3 BarzinThe Dream Song

# 6 American Music Club – California
MP3 American Music ClubJenny

# 7 Idaho – Year After Year
MP3 IdahoGone

# 8 Saeta – We Are Waiting All For Hope
MP3 SaetaCan You Forgive

# 9 Bedhead – What Fun Life Was
MP3 BedheadThe Unpredictable Landlord

# 10 Kepler – Missionless Days
MP3 KeplerA Workhorse

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More Than Ever

A distanza di quattro anni dall’ottimo The End Is Near (a sua volta seguito dello splendido Newness Ends da dieci-singoli-dieci), i New Year tornano in circolazione con nuovo album.
Arriveranno in Italia il prossimo autunno (e, avendoli già visti in concerto, possiamo garantire il valore assoluto), ma di dischi in uscita e live (quasi) imminenti discuteremo nei prossimi mesi. Oggi, piuttosto, vogliamo tornare al periodo precedente, quello griffato Bedhead e, a nostro soggettivissimo parere, superiore persino all’eccellenza dell’avventura successiva. Ne abbiamo già parlato altrove, ma, visti tempi e mode attuali, non pare mai abbastanza.
L’atteggiamento slow core dilatato, vicino-per attitudine- a certo post rock del periodo (crescendo trattenuti evidenti in gruppi come i Windsor For The Derby, non a caso inizialmente compagni nella Trance Syndicate), aperto, tuttavia, al concetto di canzone. Da What Fun Life Was (esordio, 1994) a Transaction De Novo (opera ultima del 1998, non contando il trascurabile Macha Loved Bedhead Bedhead Loved Macha uscito per i tipi di Jetset nel 2000) mutano alcuni atteggiamenti, vi è un avvicinamento a ciò che avverrà sotto il marchio New Year, l’incomunicabilità voluta e trovata da altri (si pensi ai santissimi Codeine) è toccata sempre più di sfuggita, ma mai scompare quell’approccio rarefatto tipico di certa musica narcolettica.
E proprio in Transaction De Novo è presente More Than Ever, fra i brani simbolo (con Half-thought) per chi vuole un punto di contatto fra Bedhead e New Year. Una serenità apparente, gracile nel farsi brano, eppure decisa nell’evidenziare quella purezza strumentale che sempre ha accompagnato i fratelli Kadane. Ed ancora oggi è qualcosa di splendido.

More Than Ever