Song Of The Day: Watter – Rustic Fog

WebSite: Temporary Residence

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Great albums of the past: Shipping News-Flies The Fields

Gli Shipping News nascono mentre i June of 44 sono ancora vivi, vegeti ed arroganti nel far impallidire il resto del mondo. E’ il 1996 quando Jeff Mueller e Jason Noble (immerso nel classicismo dei Rachel’s) decidono di tornare insieme, dopo aver già generato- uniti- il solo disco seminale di una band altrettanto seminale (ossia “Rusty” dei Rodan). A dare battute percussive arriva Kyle Crabtree (Eleven Eleven). Poi, ma solo nel 2004, si aggiungerà al basso Todd Cook, ossia uno dei For Carnation spesso in giro con artisti come Shannon Wright. In breve, i quattro arcangeli a custodia di un qualche paradiso perduto.
Va detto che la saga ha un percorso non proprio lineare. Due dischi subito (“Save Everything“-1997- e “Very Soon, And In Pleasant Company” nel 2000) quando ancora il gruppo madre sporca i palchi di sana musica. Poi, mentre i June Of 44 scelgono il silenzio, tre Ep in seguito raggruppati in un solo disco (“Three-Four“, 2003) e “Flies The Fields” (con il concreto contributo di Cook). L’etichetta è la Quartersticks.
Nell’immaginario collettivo gli Shipping News sono la diretta emanazione dei June of 44. Ben più, per fare un esempio, degli Him di Doug Scharin. E fa piacere notare come, per una volta, la maggioranza (seppur limitata e scelta) abbia completamente ragione. In aggiunta non sarebbe mistificatorio affermare che proprio “Flies The Fields” sia il maggiore indizio per questa teoria. Si tolga, ma solo per la corte (il gusto e la bellezza del brano sono palesi), la malinconia flessuosa ricca di arpeggi e riverberi in “Untitled w/Drums” (fra i colpevoli anche Giovanna Cacciola). Il resto è un sussidiario illustrato di math-post-rock, scritto con nevrosi e meditazioni necessarie, unendo il cerebrale al fisico senza soluzione di continuità. Alcuni, all’epoca, parlarono di (non) ambient schizofrenico. In realtà l’obliquità circolare dei June Of 44 trova nuova espressione attraverso forme narcolettiche e, a loro modo, classiche. Destrutturando, ma rispettando, il paradigma dei Rachel’s. La miscela riesce a coniugare la visione urticante primigenia ed aspetti emozionali esponenzialmente elevati rispetto ai predecessori: anche quando si è graffiati con violenza la sola scelta appare quella della riflessione. Reiterando il concetto il più possibile.
Sfortuna volle che nel 2005, anno di uscita dell’album, certa musica era ampiamente fuori moda, a dispetto del valore qualitativo della proposta. Non che le cose oggi siano molto cambiate, eppure riparlare di “Flies The Fields” ci sembra essere sempre un’opera meritevole. Come farvi (ri)ascoltare alcuni brani.

MP3 Shipping NewsLouven

MP3 Shipping News (Morays) Or Demon

MP3 Shipping NewsUntitled w/Drums

WebSite: Shipping News

Shipping News

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Of Information And Belief (dischi e concerti 2009)

#1 Do Make Say Think– Other Truths (Constellation)
MP3 Do Make Say ThinkMake

#2 Bill Callahan – Sometimes I Wish We Were An Eagle (Drag City)
MP3 Bill CallahanEid Ma Clack Shaw

#3 Vic Chesnutt– At The Cut (Constellation)
MP3 Vic ChesnuttPhilip Guston

#4 Megafaun– Gather, Form & Fly (Hometapes)
MP3 MegafaunKaufman’s Ballad

#5 Balmorhea– All Is Wild, All Is Silent (Western Vinyl)
MP3 BalmorheaRemembrance

#6 Barzin– Notes To An Absent Lover (Monotreme)
MP3 BarzinThe Dream Song

#7 Mansfield Tya– Seules Au Bout De 23 Secondes (Vicious Circle)
MP3 Mansfield TyaJe Ne Rêve Plus

#8 Rachel Grimes– Book Of Leaves (Ruminance)
MP3 Rachel GrimesMy Dear Companion

#9 Mono– Hymn To The Immortal Wind (Temporary Records)
MP3 MonoAshes In The Snow

#10 Phosphorescent – To Willie (Dead Oceans)
MP3 PhosphorescentReasons To Quit

#11 Dakota Suite– The End Of Trying (Karaoke Kalk)
MP3 Dakota SuiteThings We Lost Along The Way

#12 Sleep Whale– Houseboat (Western Vinyl)
MP3 Sleep WhaleLight Tunnel

#13 Eels– Hombre Lobo (Vagrant)
MP3 EelsThat Look You Give That Guy

#14 Low Anthem– Oh My God, Charlie Darwin (Nonesuch)
MP3 Low AntheCharlie Darwin

#15 Mi And L’Au– Good Morning Jokers (Borne!)
MP3 Mi And L’AuUp In The Building

Concerti (seguendo un fottuto ordine cronologico e, in caso di date contemporanee, alfabetico):

Vic Chesnutt (21-03, Bronson), Yann Tiersen (15-05, ATP Curated by The Breeders), Shellac (16-05, ATP Curated by The Breeders), Dianogah (17-05, ATP Curated by The Breeders), Shellac (17-05, ATP Curated by The Breeders), Mogwai (17-07, Firenze), Gianni Mura (27-08, Hana Bi), Polvo (14-11, Bronson), Alexander Tucker & Decomposed Orchestra (11-12, ATP Ten Years), Bardo Pond (11-12, ATP Ten Years), Tortoise (11-12, ATP Ten Years), For Carnation (12-12, ATP Ten Years), Papa M (12-12, ATP Ten Years), Shellac (12-12, ATP Ten Years), Shellac (13-12, ATP Ten Years), Explosions In The Sky (13-12, ATP Ten Years)

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Ten Years Of Atp (Minehead, 11-13 December 2009)

Per un compleanno importante un cast perfetto. Ed il regalo più bello. Noi siamo già partiti.

MP3 For CarnationHow I Beat The Devil

ATP

Bitch Magnet (avere vent’anni)

E magari chi ha vent’anni, nel 2009, lo incontriamo a qualche bel concerto post/hardcore/rock/math. Felice (come noi, si intende) e preso. Eppure quando il ragazzo aveva il ruolo di neonato c’era già tutto, o quasi. Anzi, volendo dirla tutta, c’era pure prima. Tuttavia il 1989 un suo significato particolare lo ha, almeno per chi da certa musica è dipeso. Perchè alla fine della fiera Slint, Rodan, For Carnation, June Of 44, Don Caballero, Gastr Del Sol e Shellac li abbiamo amati (in quanto vissuti più o meno concretamente), ma lo scatto decisivo (per comprensione, attitudine ed atteggiamento) è difficile non riferirlo ai Bitch Magnet, definitivi nel rendere concreta la visione di “Skag Heaven” degli Squirrel Bait (ossia quelli che c’erano prima).
Il punto di congiunzione, lo sanno anche i muri, è Mr. David Grubbs, aggiuntosi dopo l’Ep “Star Booty” (Roman Candle, 1988) a Sooyoung Park, Jon Fine e Orestes Delatorre (studenti dell’Oberlin College in Ohio). Il substrato era prevedibile: hardcore e retaggi alla Big Black, necessari ieri come oggi. A fare la differenza sono, però, le addizioni (con sottrazioni annesse): straniamenti sonici, noise intollerante, nichilismo ormai esplicito, destrutturazioni implosive e matematica intellettuale. Rallentando, con convinzione e senza remore, una violenza ricercata. Non rinnegata, quindi, quanto trattenuta e algebrica nella costante rumorista. Ed allora “Umber” (Communion, 1989 se non lo si fosse capito) gira come una trottola impazzita nel toccare ogni angolo delle future espressioni: da “Motor“, accessibilità per estremismi alla Husker Du, a “Navajo Ace“, lancinante gioventù sonica in salsa punk, dalla sospensione nera in “Douglas Leader” a quella albiniana (per indolenza rabbiosa) di “Goat-Legged Country God“, dalla contrapposizione apatia/fulminiesaette con “Big Pining” al noise d’eccellenza in “Punch And Judy“. Poi il clamore arriva per le pre-slintianeClay” e, soprattutto, “Americruiser“, anticipo chiaro di reiterazioni recitate e rottura palese con il passato.
Un percorso logico nelle controversie. All’epoca, forse, solo intuite, come gli ultimi sentori di un disco decisivo per importanza storica ed attuale per sostanza. Era il 1989, non è il 2009.

MP3 Bitch Magnet Clay

MP3 Bitch MagnetPunch And Judy

MP3 Bitch MagnetAmericruiser

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