Feral Children

Ci sono cascato anche questa volta: leggendo le classifiche di fine anno in giro per la blogosfera mi sono imbattuto in un gruppo per il quale è scattato un amore istantaneo e incondizionato. E’ una tradizione ed è stata rispettata anche quest’anno, grazie ai Feral Children. Fino a pochi giorni fa ignoravo completamente l’esistenza di questa band proveniente da Seattle, adesso il loro album di debutto “Second To The Last Frontier” (Sarathan Records), prodotto da Scott Colburn (Animal Collective, Arcade Fire), è oggetto di ascolti compulsivi.
Presto spiegato il motivo: i Feral Children suonano un indie rock nervoso e sincopato, fatto di chitarre graffianti, tastiere distorte e ritmi ossessivi (la doppia batteria gioca un ruolo determinante), hanno mandato a memoria le lezioni impartite dai primi Modest Mouse, dagli Arcade Fire e dai Tv On The Radio e hanno il pregio di saper sfornare melodie orecchiabili e ritornelli indimenticabili.
“Second To The Last Frontier” è un disco davvero riuscito e coinvolgente, mi piacerebbe ora vedere i Feral Children dal vivo, saranno senza dubbio esplosivi!
Dal sito della Sarathan Records è possibile scaricare gratuitamente un E.P., contenente quattro brani presenti nell’album.

MP3 Feral ChildrenSpy/Glass House
MySpace: Feral Children
Acquista “Second To The Last Frontier”: Amazon | iTunes

FC

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Death to Anders

Esordiamo sul blog senza troppi clamori, preferendo simpatiche concretezze. I Death To Anders, giovani di Los Angeles, non hanno alcuna tentazione di cambiare il mondo e sembrano assai restii a qualsiasi forma innovativa. Per chiarire il tutto, dichiarano sin dall’inizio la passione per Pavement e Pixies, aggiungendo pure i Sonic Youth, che male non fa mai.
Solita roba allora? Sì e no, perchè l’esordio, “Punctuate the Calamities”, supera a doppia velocità svariati epigoni attuali, esaltati da un hype attualmente distante dai californiani. Questo, nemmeno troppo per assurdo, lo prendiamo come merito ulteriore. Aggiungiamo un’instabilità sonora perenne, non solo nell’album ma in ogni singolo brano, dissonanze frastagliate e sensazioni stranianti modello “Tuff Ghost” degli Unicorns. Basterebbero “Africa” ed il finale impetuoso di “Sellout” per promuoverli. Loro ci aggiungono altri nove brani articolati, stritolandosi fra indie-folk e noise.
In attesa di qualche miracolo (ma Vic Chesnutt quest’anno ne ha fatto uno per tutti), meglio divertirsi con loro che seguire fenomeni meno convincenti e, conti quel che conti, onesti.

MyspaceDeath To Anders
Official WebsiteDeath To Anders

Boddicker

Caleb Boddicker è un giovane di 21 anni proveniente da Oxford, Mississippi (U.S.A.). Il suo album d’esordio “Big Lionhearted and The Gallant Man” (Banter Records) uscirà il 2 ottobre, ma è già da tempo che il nome di Boddicker circola negli ambienti indie che contano. Alla tenera età di 16 anni Caleb registrò un demo nella propria cameretta, lo mise in vendita online ed esaurì in poco tempo le 1000 copie stampate. Il demo finì nelle mani di Isaac Brock (Modest Mouse) e dei Pinback. Il primo lo passò direttamente ai responsabili della Sub Pop, i secondi chiesero al giovane Boddicker di aprire qualche data del tour dei Pinback all’epoca dell’uscita di “Blue Screen Life”. Ma Caleb non aveva mai suonato dal vivo e rifiutò l’offerta.
Il demo consentì a Boddicker di entrare in contatto con un’etichetta discografica californiana, Banter Records, che incoraggiò il ragazzino a continuare a suonare e a scrivere canzoni. Finito il liceo Boddicker – rimasto in contatto con Banter Records – manifestò all’etichetta l’intenzione di registrare un album, imponendo come unica condizione la presenza di Brian Deck alla produzione. Detto e fatto. Boddicker trascorre 3 settimane presso gli Engine Studios di Chicago con Brian Deck dietro al banco del mixer e registra “Big Lionhearted and The Gallant Man”, un album che non lascia indi(e)fferenti, con i suoi richiami a Modest Mouse, Wolf Parade e Sunset Rubdown e soprattutto con una canzone, “Pretty Baby” (Part I), che ha tutte le carte in regola per diventare la nuova “Float On”.

MP3 BoddickerPretty Baby (Part I)

MySpace: Boddicker
Boddicker