25 for 2011

Dopo una lunghissima assenza da queste pagine, eccomi qui di ritorno, con la lista dei miei dischi preferiti del 2011, quantomeno tra quelli che ho ascoltato. Sono ben venticinque, con una Top 5, seguita da una lista di altri venti titoli in rigoroso ordine alfabetico. E che il 2012 sia almeno altrettanto esaltante!

TOP 5

1. THE DECEMBERISTS – The King Is Dead + Long Live The King

2. EMA – Past Life Martyred Saints

3. JOSH T. PEARSON – Last Of The Country Gentlemen

4. JONATHAN WILSON – Gentle Spirit

5. LOW – C’Mon

THE OTHERS

ARBOURETUM – The Gathering

…A TOYS ORCHESTRA – Midnight (R)evolution

THE BLACK KEYS – El Camino

BUTCHER MIND COLLAPSE – Night Dress

CHARALAMBIDES – Exile

RY COODER – Pull Up Some Dust And Sit Down

FLEET FOXES – Helplesness Blues

PJ HARVEY – Let England Shake

KING’S DAUGHTERS & SONS – If Then Not When

MOON DUO – Mazes

PEAKING LIGHTS – 936

PRIMUS – Green Naugahyde

LOU REED / METALLICA – Lulu

SUN ARAW – Ancient Romans

TOM WAITS – Bad As Me

THE WALKABOUTS – Travels In Dustland

THE WAR ON DRUGS – Slave Ambient

WILCO – The Whole Love

WOODEN SHJIPS – West

THE ZEN CIRCUS – Nati Per Subire

Bill Frisell – Disfarmer (Nonesuch)

Mike Disfarmer* fotografò, negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, la gente di Heber Springs, cittadina rurale dell’Arkansas. Ritratti straordinari in gran parte recuperati insieme a 3000 negativi e migliaia di dollari in contanti dopo la sua morte nel 1959 da Joe Albright, ingegnere in pensione che comprò il suo studio in città.
Oggi le immagini di Disfarmer fanno parte della collezione fotografica del Museum of Modern Art e del Metropolitan di New York.
Alcuni anni fa Chuck Helm, direttore del Wexner Center of the Arts commissionò a Bill Frisell un contributo musicale di sostegno alle immagini e il chitarrista di Baltimora partì per un affascinante viaggio alla ricerca di quel suono che oggi abbiamo il piacere di ascoltare in questo disco.
In macchina attraversò dapprima il North e il South Carolina, la Georgia, l’Alabama, il Mississippi, si fermò a Clarksdale per rendere omaggio a Muddy Waters, Robert Johnson e Son House, attraversò il grande fiume fino ad Helena e poi ancora su finalmente ad Heber Springs.
Brevi ritratti acustici, affreschi dal sapore antico, il recupero della tradizione che finisce per essere quanto di più moderno possiate immaginare, steel guitars, mandolino, violino, contrabbasso, music boxes per un quartetto capace di ricreare perfettamente l’ambiente di Heber Spring, la terra da coltivare, la pesca epica, la famiglia.

Per ascoltare in streaming l’intero album clicca qui

MySpace: Bill Frisell
Website: Disfarmer

*Mike Disfarmer fu uno dei molti proprietari di piccoli studi fotografici attivi negli Stati Uniti.
Nato come Mike Meyers (che in tedesco arcaico significa “fattore”), l’artista rifiutò il mondo agricolo dell’Arkansas in cui nacque ed espresse il suo discontento nei confronti della sua famiglia cambiando il proprio nome in Dis-farmer.

Frisell