25 for 2011

Dopo una lunghissima assenza da queste pagine, eccomi qui di ritorno, con la lista dei miei dischi preferiti del 2011, quantomeno tra quelli che ho ascoltato. Sono ben venticinque, con una Top 5, seguita da una lista di altri venti titoli in rigoroso ordine alfabetico. E che il 2012 sia almeno altrettanto esaltante!

TOP 5

1. THE DECEMBERISTS – The King Is Dead + Long Live The King

2. EMA – Past Life Martyred Saints

3. JOSH T. PEARSON – Last Of The Country Gentlemen

4. JONATHAN WILSON – Gentle Spirit

5. LOW – C’Mon

THE OTHERS

ARBOURETUM – The Gathering

…A TOYS ORCHESTRA – Midnight (R)evolution

THE BLACK KEYS – El Camino

BUTCHER MIND COLLAPSE – Night Dress

CHARALAMBIDES – Exile

RY COODER – Pull Up Some Dust And Sit Down

FLEET FOXES – Helplesness Blues

PJ HARVEY – Let England Shake

KING’S DAUGHTERS & SONS – If Then Not When

MOON DUO – Mazes

PEAKING LIGHTS – 936

PRIMUS – Green Naugahyde

LOU REED / METALLICA – Lulu

SUN ARAW – Ancient Romans

TOM WAITS – Bad As Me

THE WALKABOUTS – Travels In Dustland

THE WAR ON DRUGS – Slave Ambient

WILCO – The Whole Love

WOODEN SHJIPS – West

THE ZEN CIRCUS – Nati Per Subire

Of Information And Belief (roba di gusto del 2011)

Top 10 Albums

1)Good Night & Good Morning – Good Night & Good Morning (Own Records)
2)Mogwai – Hardcore Will Never Die, But You Will (Rock Action)
3)Bill Callahan – Apocalypse (Drag City)
4)Birds Of Passage – Without The World (Denovali)
5)Thank You – Golden Worry (Thrill Jockey)
6)Low – C’Mon (Sub Pop)
7)Efrim Manuel Menuck – Plays “High Gospel” (Constellation)
8)Remember Remember – The Quickening (Rock Action)
9)Blueneck – Repetitions (Denovali)
10)Sandro Perri – Impossible Spaces (Constellation)

Italian Style
Larsen – Cool Cruel Mouth (Tim Angel Records)

Show Of The Year
Bitch Magnet @ All Tomorrow’s Parties-Nightmare Before Christmas

Top Book
Anche Gli Orsi Faranno La Guerra – Paolo Alberti (Rizzoli)

Top Movie
Melancholia – Lars Von Trier

Song Of The Day: The Album Leaf – Falling From The Sun

Jimmy LaValle ed il suo progetto oltre i Tristeza. Spesso solitario, oggi al lavoro insieme ad una band. Ed in alcuni brani arriva la consueta collaborazione con Pall Jenkins, come in “Falling From The Sun“. “A Chorus Of Storytellers” uscirà a Febbraio per Sub Pop.

MP3 The Album Leaf Falling From The Sun

MySpace: The Album Leaf

LaValle

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Tiny Vipers

Questi anni duemila stanno conoscendo un continuo fiorire di nuove cantautrici più o meno folk. In quest’affollato panorama la concorrenza è agguerrita e riuscire ad emergere non è cosa facile. Jesy Fortino arriva da Seattle e Life On Earth è il suo secondo album su Sub Pop ad essere pubblicato con lo pseudonimo Tiny Vipers. Le sue sono canzoni formate da un nonnulla, la sua voce magnetica – un qualcosa che sta a metà fra la fragilità di Chan Marshall e la lirica potenza di Grace Slick – l’arpeggio di una chitarra acustica, la deflagrante introspezione di un animo tormentato ed assalito da fantasmi dolorosi. Le undici tracce di questo album sono come un rotolante flusso di (in)coscienza, raggelato, profondo, intriso di sognante e crepuscolare tristezza. La base su cui vengono costruite è quella del folk e del blues intesi nelle loro forme più dark ed oscure, ma Jesy è abile a variare su uno stesso canovaccio,  imprimendo una forza mesmerica e fatalista alle sue parti cantate, dotate di una forza che è difficile ignorare, e poi riempiendo le sue canzoni di piccole screziature che la fanno andare oltre gli stretti confini del songwriting folk più tipico, in direzione di una musicalità a tratti più avant se non addirittura psichedelica. Non è un disco per tutti i momenti, dotato com’è di una solennità gotica che ne impedisce la fruizione di sottofondo, ma ascoltato con la giusta predisposizione è uno di quegli album che ti rapisce per non abbandonarti più. Se non si è capito, una delle voci più autenticamente necessarie dell’odierno cantautorato  al femminile.

MP3 Tiny Vipers: Life On Earth

My Space: Tiny Vipers

Tiny Vipers

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The Vaselines

Davvero ottima questa pubblicazione della Sub Pop (in Italia con distribuzione Audioglobe), che riporta nei negozi un gruppo di cui oggi forse ci si incominciava a dimenticare. Forse non si può dire che la loro sia stata una carriera lunga e così importante da farne una band seminale ma, da una parte la qualità delle canzoni e della loro proposta, dall’altra l’ammirazione provata nei loro confronti da un’icona quale Kurt Cobain – che li aveva gettati tra gli onori della cronaca citandoli più volte e soprattutto coverizzando la loro “Jesus Doesn’t Want Me For A Sunbeam” per l’MTV Unplugged dei Nirvana – bastano e avanzano per fare dei Vaselines una band di autentico culto, oggi da riscoprire. Formatisi nel 1986 a Edimburgo per volere dei chitarristi (ed entrambi cantanti) Eugene Kelly e Frances McKee – con la band completata da James Seenan al basso e dal fratello di Eugene, Charles Kelly, alla batteria – i Vaselines si accasarono subito con la neonata etichetta 53rd And 3rd di proprietà del frontman dei Pastels, Stephen Pastel. Con questa label pubblicarono i primi singoli – “Son Of A Gun”, “Dying For It” – dopodiché, a seguito del fallimento della 53rd And 3rd, firmarono per Rough Trade, con la quale pubblicarono il loro unico vero album, “Dum Dum”. E se già i primi singoli avevano messo in mostra un certo talento compositivo e la capacità di rinnovare la lezione dei Velvet Underground, fu proprio con la pubblicazione dell’esordio full lenght, che i Vaselines dimostrarono il loro valore. Le loro fulminanti canzoni erano – e sono – un mirabolante concentrato di candore angelico e vibrante ronzio elettrico, dove l’indubbia ascendenza sixties delle melodie si sposava ad una ritmica puntuale e metronomica e dove le chitarre continuavano a riffeggiare ed eccheggiare velvettianamente distorte, tra garage rock e un briciolo di psichedelia. Suonavano compatti e lucidi i Vaselines, freschissimi (ancora oggi!!) e dannatamente efficaci nell’allineare pop tunes assolutamente micidiali, tanto che citare un pezzo piuttosto che un altro sarebbe solo fare un torto a quello non citato. Non è difficile capire perché Cobain li amasse così profondamente, tanto che li volle come opening band nelle date di Edinburgo dei Nirvana, anche se all’epoca Kelly e gli altri si erano già sciolti e avevano preso nuove strade (Eugene nei Captain America poi Eugenius, Frances McKee, un po’ più avanti, nei Suckle). “Enter The Vaselines”, oggi, stende su due CD, non solo le diciannove tracce ufficialmente pubblicate dalla band in vita (che la Sub Pop aveva già raccolto nel 1992 in un album intitolato “The Way Of The Vaselines”), e cioè i due singoli e l’album citati, con un nuovo missaggio e completamente rimasterizzate per valorizzarne al meglio il suono, ma gli affianca tre demo (di “Son Of A Gun” e di due pezzi inediti, “Rosary Job” e “Red Poppy”) e ben quattordici brani registrati dal vivo a Bristol (nel 1986) e Londra (1988). Le versioni dal vivo non sono particolarmente diverse da quelle in studio, ma la più che buona qualità audio e una maggiore grezzezza live ne fanno comunque un ottimo e gradito bonus. Un acquisto imprescindibile insomma, da non mancare per nulla al mondo.

MP3 The Vaselines – Son Of A Gun

MP3 The Vaselines – Jesus Wants Me For A Sunbeam

MySpace: The Vaselines   

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