Aprile 30, 2008 by delso
Melissa Moore è nata nel 1975 a Washington Dc. Ora vive a Baltimora dove, in mezzo ad innumerevoli attività, cura la manifestazione elettro-acustica Sound Pillows ed ha inaugurato Listener’s Eye Series, una rassegna multidisciplinare dedicata ad installazioni e sculture sonore.
Fra un impegno e l’altro Melissa si nasconde dietro il moniker Whispers For Wolves, della cui conoscenza dobbiamo rinraziare Boring Machines. Come approccio, la Moore, spazia da un concreto rumore ad una sommessa ispirazione acustica, sino a vivisezionare trattenuti deliri elettronici, inserendo, di volta in volta, stumenti da lei costruiti. Questo in generale, ma il progetto Whispers For Wolves va ben oltre.
Il tutto, infatti, parte dai testi e dagli insegnamenti dello yogi indiano Milarepa. “Language Of The Dards” è, quindi, il primo volume di una serie di pezzi sviluppati su questo argomento. Dal libro tibetano “100,000 Songs Of Milarepa” (che pare abbia, per il buddismo, lo stesso valore della bibbia per il cristianesimo) nascono tre brani, volutamente dilatati, in cui la voce si miscela a chitarra, oboe nepalese ed elettronica. Eppure l’ascolto sembra scorrere con una facilità disarmante rispetto alle premesse. Anarchia folk, con crescendo (nemmeno troppo nascosti) abili a deragliare su vallate colorate di nero. Drone e ansia si stritolano attraverso un’emotività solo parzialmente destrutturata e sempre pervasa da un’attitudine noise in divenire.
Allora il viaggio di Milarepa a Riwo Balnbar tratteggia una riuscita improvvisazione (”The Collective Darkness”), un episodio come “Kuu Aari Hassu” (”la luna è strana” in finlandese) paragona, tramite nevrastenie sonore, un’esperienza vissuta da Melissa ad una simile trovata nel testo sacro, mentre la conclusiva “Woman Eagle” disegna con cantato sfocato la figura indiana della Donna-aquila.
E se, come chi scrive, della fenomenologia religiosa descritta non siete esperti (e magari non nutrite nemmeno un interesse particolare), poco importa. Qui, a colpire, è la visione musicale di una donna che della quotidiana sperimentazione se ne frega, preferendo ricette personale e stranamente convincenti.
MySpace Whispers For Wolves

Tag: Baltimora, buddismo, drone, Folk, Listener's Eye Series, Milarepa, Sound Pillows, Whispers For Wolves
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Aprile 26, 2008 by Giuseppe
I Red Sails sono un quartetto proveniente da Brooklyn e hanno da poco pubblicato un singolo, “River Gods”, contenente due brani, scaricabili gratuitamente dal loro sito.
“River Gods” è un singolo che arriva ad un anno dalla pubblicazione dell’EP d’esordio e mostra il talento dei Red Sails, una band alle prese con un indie rock sanguigno e maledetto, che affonda le proprie radici tanto nel garage blues quanto nel folk e nel punk. Se dovessi accostarli ad una band chiamerei in causa gli australiani The Drones.
E’ prevista a breve la pubblicazione di un nuovo singolo dei Red Sails, nel frattempo il gruppo di Brooklyn si è imposto alla mia attenzione con due canzoni splendide e ad alto tasso emotivo.
MP3 Red Sails - River Gods
MP3 Red Sails - Weathervane
MySpace: Red Sails
Website: Red Sails

Tag: Add new tag, Blues, Brooklyn, Punk, Red Sails, River Gods, The Drones
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Aprile 15, 2008 by Giuseppe
I Vanilla Swingers sono un duo con base a Londra, composto da Anne Gilpin e Miles Jackson. Il loro album di debutto omonimo sarà pubblicato a giugno dall’etichetta Radio Ballads, è stato mixato dalla band e da Ian Catt (Stars, Trembling Blue Stars, Saint Etienne) e masterizzato da Kramer (Low, Galaxie 500). Ho avuto la possibilità di ascoltare soltanto le canzoni presenti sul loro sito myspace, ma ciò è bastato per suscitare il mio interesse.
I Vanilla Swingers sono autori di canzoni noir pop di rara classe ed eleganza e nella loro musica sono rintracciabili rimandi al synth pop anni ‘80, un genere che fa breccia nel mio cuore di trentaseienne cresciuto, nel bene e nel male, con quel tipo di musica. I testi delle canzoni che compongono l’album - tematicamente incentrato sulla storia di due persone che s’incontrano, fuggono, viaggiano nel tempo, si perdono di vista ed infine si ritrovano nel 2015 - sono degni di nota per il loro alto valore letterario e potete già leggerli visitando il sito della band.
Attendo davvero con ansia l’uscita dell’album, nel frattempo dichiaro sin da ora il mio amore incondizionato nei confronti dei Vanilla Swingers. Se amate Club 8, Dean & Britta e Black Box Recorder scatterà anche per voi il colpo di fulmine.
MP3 Vanilla Swingers - Danger In The Past
MySpace: Vanilla Swingers
Website: Vanilla Swingers

Tag: Anne Gilpin, Ian Catt, Kramer, Miles Jackson, noir pop, synth pop, Vanilla Swingers
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Aprile 3, 2008 by Giuseppe
Tag: Mixtape, Muxtape
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Marzo 31, 2008 by delso
Sfumature e ricercatezza, (fasulla) apatia mascherata da avanguardia ed atmosfere classiche per il nuovo millennio. Sono austriaci, i Tupolev, e, dopo l’omonimo Ep di debutto, sorprendono con un esordio sulla lunga distanza talmente consapevole da far pensare ad una band con una lunga storia alle spalle.
Invece “Memories Of Björn Bolssen” (Valeot Records) rappresenta il primo disco e, per scoprire qualcosa in più sugli eredi di Walter Schachner e Herbert Prohaska (cit.), dovremmo dirigerci verso alcun progetti paralleli (Slon, Alexandr Vatagin) o curiosare fra le svariate collaborazioni, come quella con i nostri Port-Royal. Indagando qualcosa si può intuire, ma nulla chiarifica come l’ascolto di un album tanto vicino a una presunta sperimentazione quando accogliente per chi determinate melodie pop preferisce osservarle attraverso un’ottica non canonica. Così arrivano ricami jazz e retaggi folk, persuasivi nell’impatto emotivo basato sul duopolio vuoto/pieno, scritto da una penna strumentale in preda a follie narcolettiche e delicatamente cerebrali, soprattutto se paragonata a quella di un’altra ottima realtà attuale come i Balmorhea.
Sembrano abbandonarsi alle loro idee, i Tupolev, senza per questo sfiorare autoreferenzialità ed eccessi vari. Oppure sono semplicemente intransigenti nel dettagliare l’aspetto emozionale tramite ansie accennate e luci mai abbaglianti. Una musica sfocata, come un’immagine fuori fuoco terribilmente esaustiva nel raccontarsi.
MP3 Tupolev- Movahedi
MySpace Tupolev

Tag: Alexandr Vatagin, Austria, Balmorhea, Herbert Prohaska, Port-Royal, Slon, Valeot Records, Walter Schachner
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Marzo 29, 2008 by Giuseppe
Non vorrei sembrare ripetitivo, ma temo che vi toccherà nuovamente leggere l’ennesimo post a proposito di un’eccellente band residente a Portland. Questa volta è il turno degli A Weather, band che ho avuto la fortuna di vedere dal vivo all’Habana Calle 6 di Austin il 14 marzo.
Le atmosfere soffici e vellutate create dalla band, gli intrecci vocali paradisiaci - la voce angelica di Sarah Winchester si alterna e si sovrappone al cantato quasi sussurrato di Aaron Gerber - e i testi malinconici (“Don’t get your hopes up, keep them low, try not to reach so high, hard work won’t pay off in the end” da “Spiders, Snakes”) hanno attirato immediatamente la mia attenzione e sono anche gli ingredienti principali contenuti nel disco d’esordio della band, “Cove”, registrato da Adam Selzer (membro dei Norfolk & Western e produttore, tra gli altri, di M Ward e degli stessi Norfolk & Western) e pubblicato dall’etichetta Team Love (fondata da Nate Krenkel e da un certo Conor Oberst nel 2003).
“Cove” non ha un singolo punto debole, sia che si tratti di brani lenti e ad altissima intensità emotiva, (si sentano ad esempio “Oh My Stars” e “Pilot’s Arrow”) o di canzoni indie pop ad elevato tasso melodico (”Small Potatoes”, “Pinky Toe”) e si candida sin da ora ad essere il mio disco dell’anno.
I paragoni con mostri sacri (per un certo tipo di sonorità) quali Low, The Innocence Mission e Devics sembrano persino riduttivi per una band come gli A Weather.
MP3 A Weather - Spider, Snakes
MP3 A Weather - Oh My Stars
MySpace: A Weather
Website: A Weather

Tag: A Weather, Bright Eyes, Conor Oberst, Cove, Devics, Low, Team Love
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Marzo 24, 2008 by Giuseppe
Portland è diventata ormai una sorta di terra promessa per i musicisti americani con ambizione. Nella cittadina dell’Oregon hanno trovato casa Modest Mouse, The Decemberists, The Shins e mille gruppi del sottobosco statunitense (per un elenco, certamente incompleto, vi suggerisco di visitare questo sito).
A Portland risiedono anche The Dimes, band sconosciuta al grande pubblico, ma senza ombra di dubbio con le carte in regola per affermarsi a livello planetario. Tutto merito di un album d’esordio, dopo quattro E.P. autoprodotti, intitolato “The Silent Generation” e pubblicato dall’etichetta Pet Marmoset. Incentrato principalmente sulle avventure di alcuni personaggi protagonisti di una pagina di cronaca del Portland Journal di fine anni ‘20 che il chitarrista Pierre Kaiser ha trovato ristrutturando l’appartamento in cui vive, l’album è un perfetto compendio di canzoni piene di grazia, dalle melodie impeccabili ed eterne.
In men che non si dica vi ritroverete a fischiettare il motivetto di una delle canzoni dei Dimes e a chiedervi chi diavole fosse quel ragazzo del New Jersey condannato a morte per aver ucciso un uomo (”Jersey Kid”) o per quale ragione il destino si accanì contro Paul Kern (”Paul Kern Can’t Sleep”), un reduce della Prima Guerra Mondiale che per oltre un trentennio non riuscì più a dormire a causa di una pallottola che lo colpì alla testa in battaglia, lesionandogli i centri che controllano il sonno.
Dotati della stessa abilità lirica dei Decemberists e della stessa immediatezza pop degli Shins, The Dimes si segnalano come uno dei gruppi di maggiore talento usciti dalla florida scena di Portland.
MP3 The Dimes - Jersey Kid
MP3 The Dimes - Paul Kern Can’t Sleep
MySpace: The Dimes
Website: The Dimes

Tag: Barack Obama, Pet Marmoset, Portland, The Decemberists, The Dimes, The Shins, The Silent Generation
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Marzo 17, 2008 by delso
Personalmente nei riguardi dei Tarentel nutro, ormai, più curiosità che speranza. Passati i meravigliosi tempi di “From Bone To Satellite”, le peregrinazioni appaiono, se non incerte, quantomeno discutibili, pur non mancando spesso di sostanza.
Meglio sembra l’altra parte del mondo di Danny Grody, griffata Drift e pronta a proporre il nuovo “Memory Drawings”. Sempre aperta ad evoluzioni continue, non vuole, tuttavia, rinnegare un approccio emotivo intransigente nella dilatazione delle composizioni. Il dramma di un brano introspettivo come “Lands End” mostra con chiarezza talento e qualità. Sono diversi e variegati i colori sulla tavolozza, con i paradigmi del post rock utilizzati per sviare le concrete intenzioni. Jazz aperto e mai eccessivamente cerebrale, dub personale ed intimo, attimi spaziali destinati a richiudersi in una curiosa stanza accogliente, non restia ad intrusioni elettroniche sincopate. I frequenti tour con i compagni di etichetta (la solita Temporary Residence) hanno fatto scartare il gruppo dalle pregevoli intuizioni del debutto (”Noumena”) alla consapevolezza palese e quasi arrogante di oggi
Visto che saranno all’ATP organizzato dagli Explosions In The Sky avremo la possibilità di una controprova dal vivo. Le premesse sembrano ottime.
MP3-The Drift- Invisible Cities
Website The Drift

Tag: All Tomorrow's Parties, Explosions In The Sky, Tarentel, Temporary Residence, The Drift
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Marzo 11, 2008 by delso
Mentre Giuseppe vive e sopravvive ad Austin, torno su queste pagine non per sostituirlo (roba impossibile), quanto per solleticare il mio gusto personale.
I Balmorhea, chissà se Giuseppe lo sa, provengono proprio dal Texas ed ignoti-ignoti non lo sono. Personalmente li conobbi l’anno passato, con un album omonimo di cui qualcuno trovò la sintesi perfetta parlando di minuetti romantici. Roba strumentale e, lo scrivevamo poco sopra, Texas. Sarebbe facile pensare ad Explosions In The Sky o ai nuovi diletti This Will Destroy You. Invece occorre fare molta attenzione, perchè l’assenza vocale non obbliga ad impeti e crescendo.
Almeno questo lo pensano Rob Lowe e Michael Muller, i due protagonisti della formazione. Nessuna batteria e nessun basso, si va di pianoforte e tratteggi acustici, dove gli arpeggi sono mani per carezze e non per schiaffi. Il recente “Rivers Arms” (uscito per i tipi della Western Vinyl) trasfigura con maggiore consapevolezza e personalità gli ottimi spunti dell’esordio, entrando in un mondo classico (dei Rachel’s istintivi) ed affine all’immaginario di artisti come Max Richter e Sylvian Chauveau. Minimalismo voluto, melodie che, fossero furbetti, sarebbe facile trasportare in un avant pop cantato, istantanee notturne ed invernali. L’emozionalità è trattenuta, ma sa quando e come uscire con decisione (la splendida “The Winter”), dilatandosi attraverso movimenti impercettibili eppure sempre differenti. Una manifestazione rara, destinata a colpire, appunto, come una carezza.
MP3 - Balmorhea - The Winter
Website: Balmorhea

Tag: Austin, Explosions In The Sky, Max Richter, Rachel's, South By SouthWest, Sylvain Chauveau, Texas, This Will Destroy You, Western Vinyl
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Febbraio 26, 2008 by Giuseppe
L’uscita del nuovo album dei Wedding Present, intitolato”El Rey”, è prevista a maggio, in cabina di regia è tornato Steve Albini e le aspettative sono davvero alte. Nel frattempo possiamo ingannare l’attesa ascoltando una splendida cover, realizzata dalla band di David Gedge, di un famoso brano dei Take That “Back For Good”.
Se i Take That sono la miglior band live inglese (vedi ultimi Brit Awards) i Wedding Present cosa sono allora?
MP3 - The Wedding Present - Back For Good
MySpace: The Wedding Present
Website: The Wedding Present

Tag: Back For Good, Davide Gedge, Take That, The Wedding Present
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Febbraio 25, 2008 by Giuseppe
Jacob Borshard è un artista che ispira immediatamente simpatia: è sufficiente ascoltare i primi secondi di una qualsiasi delle sue canzoni per riconoscersi, con il sorriso sulle labbra, nelle sue parole.
Da vero e proprio artista D.I.Y. Jacob mette a disposizione di tutti e gratuitamente sul proprio sito i due album ad oggi realizzati. Certo, con le sue canzoncine di 2 minuti e con un accompagnamento musicale minimale fatto di ukulele, tastiere giocattolo, percussioni e poco altro, Jacob non è decisamente il tipo che faccia notizia, tuttavia le sue ballate acustiche in versione lo-fi non lasciano indifferenti e sono lo specchio di un animo profondamente sensibile e autoironico.
L’anno scorso Jacob visse un piccolo momento di fama. Warner Bros in collaborazione con VH1 organizzò un concorso per promuovere l’uscita del film “Music & Lyrics” con Hugh Grant e Drew Barrymore. I partecipanti avrebbero dovuto mandare un video musicale originale di una canzone d’amore e il vincitore avrebbe vinto come premio la possibilità di registare il brano presso uno studio di registrazione professionale e la possibilità di assistere alla première del film a Hollywood. Il nostro Jacob sbaragliò la concorrenza di 400 “avversari” e vinse il premio inviando il videoclip di un proprio brano, “Grass Stains“, realizzato con la webcam di un laptop.
Scaricate entrambi gli album di Jacob Borshard, “Songs For A Small Stereo” e “The Last Brontosaurus” e realizzerete anche voi che Jacob Borshard ha tutte le carte in regola per diventare l’idolo incontrastato di tutti coloro che hanno il cuore infranto (sul sito myspace di Jacob potete ascoltare in anteprima e scaricare 4 brani nuovi che faranno parte di un nuovo album di prossima diffusione!).
MP3 Jacob Borshard - Vincent and Theo
MP3 Jacob Borshard - Hello Buddy
MySpace: Jacob Borshard
Website: Jacob Borshard

Tag: Drew Barrymore, Grass Stains, Hugh Grant, Jacob Borshard, Music & Lyrics
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Febbraio 22, 2008 by Giuseppe
Autrice di due ottimi album country folk, “Twilight” e “Wellspring”, Caroline Herring ritorna sulle scene, a quattro anni di distanza dalla pubblicazione del suo ultimo album, con un nuovo lavoro intitolato “Lantana”, in uscita il 4 marzo per i tipi della Signature Sounds (l’etichetta che ha pubblicato l’album dei Winterpills “The Light Divides”).
L’album è anticipato dal meraviglioso singolo “Paper Gown”, una murder ballad di straziante bellezza, che narra la storia agghiacciante di Susan Smith, una donna americana che nel 1994 uccise i propri due figli annegandoli nel fiume John D. Long.
MP3 Caroline Herring - Paper Gown
MySpace: Caroline Herring
Website: Caroline Herring

Tag: Caroline Herring, Lantana, Paper Gown, Signature Sounds, Susan Smith
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Febbraio 8, 2008 by Giuseppe
Esce nelle sale italiane il prossimo 7 marzo il film “Vogliamo Anche Le Rose” di Alina Marazzi. I Ronin, autori di due album pubblicati da Ghost Records (l’omonimo album di debutto del 2004 e Lemming pubblicato nel 2007) hanno realizzato la colonna sonora originale del film, grazie ad una collaborazione con Warner Chappell Music Italiana, editore dell’intera colonna nonché di tutti gli album dei Ronin. Il cd della colonna sonora, pubblicato da Rhino e distribuito da Warner Music Italia, sarà disponibile nei negozi a partire da venerdì 14 marzo 2008.
La band di Bruno Dorella, già protagonista con il brano “I’m Just Like You” della colonna sonora del film di Vittorio Moroni “Tu Devi Essere Il Lupo”, ha impreziosito con le proprie musiche il film, che rievoca l’intensa stagione di lotte che, negli anni 70, hanno visto protagoniste soprattutto le donne.
“Vogliamo Anche Le Rose”, documentario di montaggio di repertori (ma non solo), si sviluppa in una narrazione soggettiva che intreccia il personale con il collettivo, il privato con il politico e ci accompagna attraverso 20 anni di storia che hanno cambiato il mondo per tutti.
Potete vedere il trailer del film su YouTube
MP3 Ronin - Here’s To You (presente su John Peel Tribute, Session #7)
MySpace: Ronin

Tag: Alina Marazzi, Bruno Dorella, Colonna Sonora, Ronin, Vogliamo Anche Le Rose
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Febbraio 3, 2008 by Giuseppe
“Buddy” Humbertson ama andare controcorrente. In un momento in cui tutti dichiarano il proprio amore per Portland, il nostro sceglie di abbandonare la cittadina dell’Oregon per trasferirsi prima a Providence per studiare letteratura e poi, terminati gli studi, a Los Angeles per dare vita al proprio progetto musicale, Buddy. Una manciata di singoli ed un E.P. - strettamente autoprodotti - e qualche esibizione live presso l’Hotel Cafè di Los Angeles e per Buddy si spalancano le porte che conducono direttamente ad Hollywood, per la precisione nelle stanze dei music supervisors delle serie televisive Ghost Whisperer e Grey’s Anatomy. E così, prima ancora di aver firmato un contratto discografico, Buddy si ritrova protagonista della colonna sonora di due tra le serie più popolari del momento.
Tutto lascerebbe supporre che non dovrebbero mancare le etichette discografiche disposte a pubblicare l’album di debutto di Buddy “Alterations and Repairs”, che contiene canzoni indie pop brillanti ed incisive (su tutte “Westgate”, che non ci fa sentire la mancanza dei Grandaddy) e ballate tanto ispirate quanto infinitamente malinconiche (”Blindsides”, impreziosita dalla presenza vocale di Anna-Lynne Williams dei Trespessers William e “Last Call Waiting”) e invece l’album è uscito per la fantomatica Stove Punchin’ Records. Fatelo vostro, a dispetto di quanti nell’industria discografica non hanno creduto in Buddy.
Buddy dal vivo si fa accompagnare da: Michael Jerome (John Cale, Blind Boys of Alabama), Will Golden (Gary Jules), Percy Haverson (Knifeyhead), Al Sgro (Gary Jules), Fil Krohnengold (Golden Smog, Duncan Sheik).
MP3 Buddy - Westgate
MySpace: Buddy
Website: Buddy
Compra: Buddy - Alterations and Repairs

Tag: Alterations and Repairs, Buddy, Humbertson, Indie, Stove Punchin' Records
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